Matera dona a Fermo l’arcivescovo Monsignor Rocco Pennacchio

Matera. Monsignor Rocco Pennacchio è il nuovo arcivescovo metropolita di Fermo. Nato a Matera il 16 giugno 1963, è stato ordinato sacerdote il 4 luglio 1998. Prima di entrare in Seminario ha lavorato anche come bancario. Parroco di San Pio X a Matera, dal 2011 al 2016, ha svolto per cinque anni l’incarico di economo generale della Conferenza episcopale italiana. Eletto arcivescovo da Papa Francesco il 14 settembre.
Una solenne liturgia di ordinazione e una grande festa della Chiesa cattolica, quella che si è svolta la Palasassi di Matera dove è stata celebrata la cerimonia di ordinazione di Monsignor Pennacchio.
Vescovi, sacerdoti, diaconi, rappresentanti della Conferenza Episcopale Italiana , compagni , amici e familiari , una folta delegazione di cittadini di Fermo, e di fedeli di Matera e della Basilicata per abbracciare Monsignor Pennacchio in questa giornata così importante.

Durante la cerimonia l’antico rito che nella sua forma essenziale risale ai primi tempi della Chiesa, quando gli Apostoli imponevano le mani, invocando lo Spirito Santo, sui collaboratori scelti per annunciare il Vangelo in ogni angolo dell’Impero Romano.  Monsignor Caiazzo che ha annunciato la volontà di voler far presidiare a Monsignor Pennacchio  il 2 luglio il Solenne Pontificale, ha ricordato le parole di don Tonino Bello: “Quando sono stato nominato Vescovo, mi hanno messo l’anello al dito, mi hanno dato il Pastorale tra le mani, la Bibbia, messo in testa la mitra. Sono i simboli del Vescovo. Sarebbe bene che si donassero al Vescovo una brocca, un catino ed un asciugatoio per lavare i piedi al mondo”.

Il motto episcopale scelto da Monsignor Pennacchio è “Ti basta la mia grazia” dall’epistolario paolino, ad indicare la centralità dell’opera di Dio nel mistero episcopale, la cui efficacia non si fonda sulle forze e doti umane della persona, ma nella potenza divina. Il riferimento a San Paolo Apostolo esprime l’importanza che la sua figura ha rivestito nella sua formazione e nella vita presbiterale del vescovo.

Il 2 dicembre prossimo, Monsignor Pennacchio,il Vescovo meridionale più a nord di tutti quelli che sono stati nominati fino ad oggi, farà il suo ingresso nell’arcidiocesi di Fermo.

In conclusione Monsignor Pennacchio ha raccontato brevemente la sua vita ringraziando ogni volto presente al Palasassi. “Pregherò per voi, per le vostre famiglie e le vostre necessità”

L’intera cerimonia è stata trasmessa in diretta su Trm network che ha ceduto il segnale  all’emittente TV Centro Marche che ha irradiato la trasmissione in tutta la regione Marche.

Sarà riproposta alle 11:00 di domenica su Trm, canale 111 in Basilicata.

 

Omelia di Monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo.
Essere consacrato Vescovo è sicuramente un onore ma di più un onere. Il ministero
episcopale ha il carattere di una dignità che accompagna e sostiene un servizio a
vantaggio e per il bene dell’intera Chiesa, non è una promozione. Il Vescovo ha a
cuore il popolo santo di Dio. S. Agostino dice che
«Vescovo non lo è chi ama l’onore
più dell’onere, chi desidera precedere più, che giovare»
Carissimo Don Rocco, conosco il tuo stile, il tuo modo di rapportarti con i presbiteri e
con i laici, il tuo amore nel servire la Chiesa in modo disinteressato. Avrai tante gioie,
com’è giusto che sia, ma anche tante sofferenze: non scoraggiarti. Sono proprio le
prove che diventeranno salutari e ti aiuteranno a capire e condividere la fatica di
quanti ti sono stati affidati.
Vivi in comunione con Gesù nel silenzio della preghiera, lui che è il Pastore dei
pastori.
«Il mondo di oggi ha bisogno di persone che parlino a Dio, per poter parlare
di Dio. Solo attraverso uomini … plasmati dalla presenza di Dio, la Parola di Dio
continuerà il suo cammino nel mondo portando i suoi frutti»
(Papa Francesco).
Il 30 ottobre scorso è stato ricordato il 35° anniversario dell’Ordinazione Episcopale
del Servo di Dio Don Tonino Bello. C’è un pensiero suo che mi ritorna spesso e che
voglio ripetere in questo momento da condividere con te, caro Don Rocco, e con tutti
i confratelli nell’episcopato:
«Quando sono stato nominato vescovo, mi hanno messo
l’anello al dito, mi hanno dato il Pastorale tra le mani, la Bibbia, messo in testa la
Mitra. Sono i simboli del Vescovo. Sarebbe bene che si donassero al Vescovo una
brocca, un catino ed un asciugatoio. Per lavare i piedi al mondo senza chiedere
come contropartita che creda in Dio. Tu, Chiesa, lava i piedi al mondo e poi lascia
fare: lo Spirito di Dio condurrà i viandanti dove vuole lui».
E con il Beato Paolo VI concludo questa mia riflessione:
«Possa Don Rocco, che
raccoglie con la successione apostolica la grande missione di essere il testimone
qualificato della fede, il maestro, il santificatore e il pastore del popolo di Dio,
l’edificatore della santa Chiesa, possa essere la gloria di Cristo! È il Nostro
incoraggiamento per te, Fratello nell’Episcopato, ad assumere con umiltà, con
coraggio, con fiducia il peso formidabile della responsabilità episcopale: sii,
Fratello, nella tua persona consacrata, la gloria di Cristo; sii, Fratello, anche nella
missione che ti attende, la gloria di Cristo!: è il Nostro gaudio, è il Nostro voto, è la
Nostra speranza; è il gaudio, è il voto, è la speranza delle persone venerate e care
che fanno corona al nuovo Consacrato; è il gaudio, è il voto, è la speranza della
Chiesa di Dio: sii la gloria di Cristo»!
Affidiamo il tuo ministero episcopale alla nostra Madonna della Bruna. Siamo certi
che la sua preghiera e la sua vicinanza, insieme a S. Eufemia, S. Eustachio e S.
Giovanni da Matera, ti accompagneranno e ti sosterranno. Alla prossima festa della
Madonna della Bruna, il 02 luglio, te lo dico a nome di tutta la Chiesa di Matera –
Irsina, sarai tu a presiedere il solenne pontificale. Così sia.
https://youtu.be/GDtKVME4NHA
Share Button