Chimica: Greenswitch riconverte in verde l’ ex Mythen

Matera. La Basilicata ricomincia da tre: agricoltura-chimica verde-industria. E’ la sfida ambiziosa dell’imprenditore di Gravina in Puglia Salvatore Pepe , amministratore delegato della Greenswitch che acquisito l’azienda Mythen dalla curatela fallimentare. Comincia un nuovo capitolo per quella che è stata definita “la fabbrica dei veleni” la cui parabola sembrava giunta al termine col sogno dei posti di lavoro andati in fumo.

La Società operante nel comparto della chimica verde che ha ottenuto dalla Regione Basilicata l’approvazione dell’iniziativa imprenditoriale candidata a valere sul bando PIA, ha illustrato in Valbasento il piano industriale, con i relativi aspetti di ordine economico, occupazionale, ambientale e sociale.

La  Greenswitch Srl, aderente a Confapi Matera, produce le materie prime con cui Mosaico Digitale – altra azienda dell’imprenditore pugliese – crea le piastrelle in bioresina – prodotto rivoluzionario basato su materie prime naturali come l’olio di soia , con una filiera che parte dall’agricoltura e alimenta l’industria della chimica verde, ultima frontiera della chimica e forse ultima chance per risollevare le sorti di un settore che in Valbasento ha vissuto periodi esaltanti.

Un’azienda chimica innovativa e rispettosa dell’ambiente – è stato evidenziato anche dai numerosi rappresentanti istituzionali presenti- che trasforma prodotti di derivazione agricola in prodotti biodegradabili destinati al mercato della bioedilizia, bioarchitettura e biodesign”, avvalendosi di personale altamente specializzato e valorizzando le università meridionali e i centri di ricerca.

Lo stabilimento impiega ora 12 unità che raggiungeranno le 30 entro l’anno. “Il recupero dell’ex stabilimento Mythen di Ferrandina – ha sottolineato Pepe – rappresenta per la Basilicata un vantaggio competitivo nel settore della green economy per realizzare e costruire una bioraffineria di prossimità, che è elemento essenziale per fare economia verde, richiede investimenti notevoli e tempi lungi di attivazione. La Basilicata ce l’aveva già, ma era considerato un rifiuto e la sua valorizzazione rappresenta senz’altro un vantaggio competitivo”.

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