Assessore Luca Braia: “Obbligo di origine in etichetta per riso e pasta, arrivato nostro momento”

Le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno indicare in maniera evidente e leggibile il paese di coltivazione del grano e quello dove viene macinato. Così come quelle del riso. Un altro importante tassello, dopo quello del latte, si aggiunge al percorso di trasparenza e sicurezza da garantire ai consumatori e per la tutela del Made in Italy, in attesa della piena attuazione del regolamento Ue. Si rafforzano così due filiere importanti. Grandi opportunità arriveranno anche anche dal Psr Basilicata 2014-2020 che nelle prossime settimane sosterrà con le Misure 4.1, 4.2 e 16.0 proprio il miglioramento delle filiere.” Lo comunica l’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata, Luca Braia. “E’ arrivato sicuramente il momento per la Basilicata – prosegue l’Assessore – che con 135mila ettari è la terza produttrice di grano duro in Italia, di provare ad aggredire i mercati con prodotti anche trasformati, di qualità, attraverso la valorizzazione di varietà lucane come il Senatore Cappelli, il Saragolla e il Carosella.Apprendo con grande soddisfazione la notizia della avvenuta firma dei decreti interministeriali da parte dei Ministri Calenda e Martina attraverso cui si introduce l’obbligo di indicazione dell’origine del riso e del grano per la pasta in etichetta in un momento anche particolare che vede l’Italia guadagnare in internazionalizzazione con l’aumento dell’8% delle esportazioni nei primi di cinque mesi del 2017.Il sistema di etichettatura, come già in vigore e in atto  per i prodotti lattiero caseari, si sperimenterà per due anni. Fornire la massima trasparenza delle informazioni al consumatore, richiesta da oltre l’80% degli italiani, e al contempo agire per la tutela dei produttori, va nella direzione di rafforzare i rapporti di due filiere fondamentali per l’agroalimentare Made in Italy, latte e cerealicola, e ci pone come all’avanguardia in Europa sul fronte dell’etichettatura, come chiave di competitività per tutto il sistema italiano sui mercati. Scelte coraggiose – conclude l’Assessore Braia – che il Ministro Martina continua a chiedere all’Europa, mentre si chiudono accordi commerciali internazionali che devono assolutamente essere accompagnati da trasparenza e dalla più completa informazione che si possa mettere in campo per unire i concetti di protezione e di promozione delle nostre esperienze agroalimentari e delle nostre eccellenze.”

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