Chiesa, lavoro e giovani: a Napoli 100 vescovi del Sud

Napoli. Entro il 2065 il Mezzogiorno avrà 4milioni e 200mila abitanti in meno, Vanno via soprattutto i laureati, con evidente impoverimento del capitale umano complessivo. Alza la voce, la Chiesa del Sud, per dare spazio a chi, oggi, è non solo senza voce, ma anche senza speranza e futuro: i giovani del Mezzogiorno. Due giorni a Napoli con 100 vescovi del Meridione per discutere di «Chiesa e lavoro, quale futuro per i giovani del Sud?» «Non possiamo far finta di niente – dice il cardinale Crescenzio Sepe nel salone della Stazione Marittima di Napoli – perché le conseguenze sono sociali, culturali e religiose. Non vogliamo sostituire le istituzioni, ma chiamare ognuno a fare la sua parte, Chiesa compresa. Una linea sposata da Papa Francesco, dal Presidente Mattarella e dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Basta lamentarsi, facciamo proposte partendo da quanto già sperimentato: da ogni regione una proposta per creare lavoro e fare un’iniezione di fiducia ai ragazzi che si sentono avviliti, scartati, emarginati». Dalla Basilicata Monsignor Salvatore Ligorio ha parlato del Progetto Policoro tramite cui sono nate diverse cooperative che danno occupazione in regione a oltre 300 giovani e lavoratori.Le associazioni di categoria sono in dialogo per offrire sostegno e aiuto per diffondere sempre più il Progetto Policoro; desidereremmo che la politica orienti meglio le risorse alla creazione d’impresa, al sostegno economico alle start up e che snellisca la burocrazia. Non solo proposte e buone prassi, ma anche denunce: la Basilicata – ha sottolineato l’arcivesvovo metropolita di Potenza – rischia di diventare preda di compagnie petrolifere che sfruttano il sottosuolo e poco danno in cambio per uno sviluppo autentico e duraturo, con conseguenti danni ambientali che non sono certo ripagati dalle royalties, spesso impiegate per altri scopi. A Napoli anche il Presidente di Confindustria Basilicata – Pasquale Lorusso; laddove esiste una emergenza Lavoro, coesiste una emergenza IMPRESA. Quali le difficoltà: la burocrazia asfissiante, difficoltà nell’accesso al credito, carenza infrastrutturale drammatica, illegalità e corruzione. Sono fattori che sono estranei alle normali dinamiche del mercato, che ci costringono ogni giorno a fare impresa avendo una zavorra pesantissima.Credo sia davvero maturo il tempo – ha concluso Lorusso – di una “responsabilità collettiva” che sia la somma delle singole responsabilità affidate a ciascuno di noi.

Al congresso dei vescovi di Napoli, e’ intervenuto anche mons Filippo Santoro, Vescovo di Taranto. Conferma la sua sensibilità rispetto al tema del lavoro e della disoccupazione giovanile. E fornisce due ragioni per cui la Chiesa, in particolare quella del Sud, e’ attenta al tema: “Voglio indicare solo due ragioni – afferma Santoro-  la prima è che siamo quotidianamente feriti come Vescovi e come cittadini del Sud dal dramma di tanti giovani che lasciano la nostra terra, che non hanno lavoro, e che molte volte neppure lo cercano più. ci troviamo a dover sostenere la fragile speranza con tutte le nostre forze. E quando il lavoro c’è, ci troviamo anche a denunciare le violazioni, gli incidenti mortali, lo sfruttamento, l’illegalità ma anche a registrare, con grande soddisfazione, tutta una rete di buone pratiche messe su specificamente dai giovani.

La seconda ragione è che questa crisi che attraversiamo è un’opportunità non per piangerci addosso, ma per scoprire la vera natura del Cristianesimo”. Poi, più nello specifico: “il grido dei poveri si unisce al grido della terra, violentata e sfruttata. E su questo basta solo ricordare due ferite aperte nella nostra carne che sono la Terra dei fuochi ed il caso Taranto. La proposta di papa Francesco di una “ecologia integrale” indica la prospettiva per una giusta soluzione dell’inquinamento della terra e della precarietà del lavoro“.

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