Il 2016 secondo l’annuario statistico dell’Istat

Cosa ci ha lasciato questo 2016? e cosa ci riserva il nuovo anno?

Sono le due domande a cui la maggior parte delle persone in queste ore cerca di dare una risposta.
Una risposta chiara e ben delineata ce la da l’Istat. L’istituto nazionale di statistica ha pubblicato sul suo sito ufficiale, l’annuario statistico, che offre spunti di riflessione sul bel paese in 24 capitoli tutti consultabili.

Partiamo dal dato che più fa discutere, ovvero la popolazione:

Per la prima volta negli ultimi novant’anni infatti cala il suo numero di almeno 130 mila. Precisamente – 2292 per la Basilicata e di – 7948 per la Puglia.

Un dato che si lega a tre fattori:

Il calo delle nascite, che nel 2016 è sotto quota 500mila
Il calo, dovuto anche all’accorpamento e il federalismo fiscale del numero dei Comuni italiani, oggi precisamente 7.999, di cui 7 su 10 hanno una popolazione inferiore a cinquemila abitanti. E terzo fattore, che possiamo definire la spina del fianco del nostro paese: il mercato del lavoro che stenta a decollare

Anche se, L’occupazione in Italia ha ripreso leggermente a salire, di 186 mila unità per la precisione: una crescita che riguarda sia le donne (+47 mila) che gli uomini (+139 mila),e in circa la metà dei casi si è registrata nel Mezzogiorno (ovvero +94 mila), che quindi si dimostra l’area del Paese che nel corso della crisi ha subito le perdite più consistenti.

Nel campo dell’istruzione, secondo l’Istat continua, per il quinto anno consecutivo, il calo degli iscritti al sistema scolastico anche se il livello di istruzione degli italiani è in crescita. E questo ha dato vitalità alla partecipazione culturale, che raggiunge quasi il livello massimo registrato nell’ultimo decennio. Musei e siti archeologici sempre più affollati, mentre riprende la spesa per il cinema, il teatro, i concerti, fatta esclusione per la musica classica.

Il ritratto che ne vien fuori, è un paese che con tutte le sue potenzialità stenta ancora a prendere il volo.
Un paese che non riesce a trattenere i suoi giovani che cercano altrove fortuna ma che avrebbe la possibilità di essere una forza trainante nel campo culturale, turisitico e anche nel terzo settore, se solo ci fossero interventi strutturati e programmatici della politica da un lato, e il coraggio dei cittadini ad essere veri cittadini del bel paese.

Auguri per un nuovo anno Italia, sperando che l’anno venturo sia per te migliore di quello appena trascorso.

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