Scuola digitale in Basilicata. Pittella ha siglato intesa con il ministro Miur, Stefania Giannini

Scuole sempre più digitali in Basilicata: il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, e il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, hanno firmato oggi un protocollo di intesa per la valorizzazione del piano scuola digitale sul territorio lucano.

“Alla Basilicata” ha detto il ministro Giannini “abbiamo destinato, in un regime di cofinanziamento come si sta facendo con tutte le regioni italiane, 12 milioni di euro complessivi. Si prevede la formazione degli insegnanti, la connessione delle scuole, che, soprattutto al Sud, non è ancora a livelli completi come invece vorremo arrivare ad avere nei prossimi 5 anni, i laboratori di apprendimento digitali e tutte le iniziative che complessivamente costituiscono le 35 azioni previste nel piano nazionale della scuola digitale”.

Per la Basilicata, il Miur ha già investito, attraverso le diverse azioni del Piano nazionale scuola digitale, circa 5 milioni di euro. A questi vanno aggiunti 7,2 milioni per due scuole innovative, per un totale di oltre 12 milioni di euro. Gli interventi, secondo i dati diffusi dal Ministero, hanno raggiunto il 100% delle scuole per il Wi-Fi, gli ambienti digitali per l’apprendimento e la formazione.

Ci saranno circa 25 nuovi atelier creativi con un investimento complessivo di 375 mila euro e un laboratorio territoriale per l’occupabilità grazie a 750 mila euro. Per gli animatori digitali sono stati stanziati circa 25 mila euro. La Regione Basilicata ha già investito 5 milioni di euro negli ultimi 2 anni, recuperando le risorse della precedente programmazione e “scalando le classifiche tra le regioni più digitali”.

“Il protocollo d’intesa recupera un po’ l’iniziativa che il Presidente del Consiglio ha messo in campo con le regioni del Sud nel ‘Patto per il Sud'” ha osservato Pittella “che la Basilicata abbia sposato l’idea di essere uno degli avamposti per l’avanzamento della qualità della spesa su un asset straordinario e strategico come l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del mondo della scuola la dice lunga: quella è la cifra del significato che diamo a una società che immagina di poter competere e cimentarsi con le grandi sfide, che una piccola regione o coglie attraverso questi nuovi strumenti o difficilmente riesce a porre come elemento distintivo”.

“L’azione politico-programmatica che sta mettendo in campo il governo in questi due anni” ha “la presunzione concreta di poter cambiare il volto del paese. Lo dice un presidente di periferia che però avverte sulla propria pelle la responsabilità, insieme alla sua maggioranza, di contribuire in egual misura, in scala ovviamente, con la stessa intensità, con la stessa passione e soprattutto con la stessa visione”. (ANSA).

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