Avvicendamento alla Diocesi di Potenza, il saluto delle istituzioni lucane

Dopo l’annuncio, dato dallo stesso pastore della comunità del materano della nomina a nuovo arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsiconuovo, sono giunti a Mons. Salvatore Ligorio i saluti dei rappresentanti delle istituzioni lucane, ed il ringraziamento a Mons. Agostino Superbo che lascia la diocesi per sopraggiunti limiti di età.

 

Salvatore Ligorio - Vescovo Diocesi Matera - IrsinaMarcello Pittella, presidente della Giunta regionale di Basilicata ha definito come “scelta saggia e giusta quella di Papa Francesco che lo ha voluto alla guida di una arcidiocesi così importante, dopo aver guidato per oltre undici anni quella di Matera-Irsina”.

Per Pittella si tratta di “una scelta che va nel segno della continuità territoriale e che valorizza le sue doti di profondo conoscitore delle sensibilità e peculiarità della comunità lucana”.

Il presidente del Consiglio Regionale Piero Lacorazza esprime a nome dell’assemblea “un caloroso saluto a monsignor Salvatore Ligorio per la sua nomina ad arcivescovo di Potenza, Muro Lucano e Marsico Nuovo ed un sentito ringraziamento a monsignor Agostino Superbo, che si appresa a lasciare il suo incarico per sopraggiunti limiti di età dopo 14 anni passati nel capoluogo nei quali è stato un riferimento essenziale per la comunità, ed innanzitutto per i poveri e per gli ultimi”.

“Per la nostra città” ha dichiarato il sindaco di Matera, De Ruggieri “l’arcivescovo Ligorio ha rappresentato una guida spirituale e un esempio umano che la città non dimenticherà e che, siamo certi, egli porterà con se’ come patrimonio insostituibile anche nello svolgimento dell’incarico che lo attende fra le comunità del Potentino”.

“Conosco monsignor Ligorio” ha detto Dario De Luca, il sindaco di Potenza “nutro grande rispetto nei suoi confronti e sono certo che farà molto bene nella nostra diocesi, potendo contare anche sull’esperienza maturata in questi anni, trascorsi come guida della comunità materana”.

De Luca ha anche ribadito il ringraziamento a Mons. Agostino Superbo che “ha dato tanto a noi potentini e a tutti i lucani e che in questi quasi 15 anni trascorsi a Potenza, ha dovuto affrontare anche numerose e gravose prove”.

“Lo abbiamo avuto accanto a noi non solo nei momenti di difficoltà, ma anche per il sostegno alle imprese” ha dichiarato Angelo Tortorelli, presidente della CCIAA di Matera, “nelle diverse situazioni di indigenza che, purtroppo, interessano anche il nostro tessuto sociale”.

Monsignor Salvatore Ligorio, ha diffuso due lettere (che pubblichiamo integralmente di seguito) indirizzate ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi, alle religiose e ai fedeli laici delle Arcidiocesi di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo e di Matera-Irsina.

Matera, 5 ottobre 2015

Carissimi,
accolgo nella fede la chiamata di papa Francesco a svolgere il ministero episcopale tra voi, nell’Arcidiocesi di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo
Per portarvi con grande affetto il mio primo saluto e per esprimere la gioia e la trepidazione che ho nel cuore, in questo giorno per me molto particolare, faccio riferimento alle parole dell’apostolo Paolo: “Fateci posto nei vostri cuori” (2 Cor 7,2)
Certo di venire a servire con le forze che ho, senza nascondere i limiti, vi dico: “Fatemi posto nel vostro cuore. Nel mio già ci siete”.
La Provvidenza ha voluto, attraverso la volontà del papa Francesco che mi chiama a guidare la vostra Chiesa, che le nostre strade si incontrassero nell’esaltante prospettiva di costruire insieme la Chiesa del Signore.
In questo momento, il mio affettuoso pensiero carico di riconoscenza va a Papa Francesco, per la fiducia che mi ha voluto dimostrare chiamandomi a questo nuovo incarico.
Invio un fraterno saluto a S.E. Mons. Agostino Superbo che mi ha preceduto alla guida di questa Arcidiocesi. Un abbraccio paterno a tutti voi fratelli e sorelle che condividete con Cristo la povertà e la sofferenza nel corpo e nello spirito.
Saluto tutte le Istituzioni civili e militari con le quali certamente avremo occasione di collaborare, nella distinzione dei rispettivi ruoli, nella realizzazione del bene comune.
Nell’attesa di incontrare ognuno, saluto i giovani, le famiglie con le loro gioie e le loro fatiche e gli anziani ai quali assicuro la mia preghiera ed una benedizione particolare; esprimo vicinanza paterna ai fratelli carcerati nei quali il Signore ci invita a scoprire la Sua presenza.
Il mio ministero tra voi inizierà in coincidenza con i primi giorni dell’Anno Santo della Misericordia, un Anno nel quale, secondo le parole del Santo Padre, la Chiesa deve «ritrovare il senso della missione che il Signore le ha affidato il giorno di Pasqua: essere segno e strumento della misericordia del Padre».
È questo l’entusiasmante “programma pastorale” che attende anche la nostra Chiesa di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo, consapevoli che «questo non è il tempo per la distrazione, ma al contrario per rimanere vigili e risvegliare in noi la capacità di guardare all’essenziale». L’Anno santo ci aiuterà di sicuro a sentire «forte in noi la gioia di essere stati ritrovati da Gesù, che come Buon Pastore è venuto a cercarci perché ci eravamo smarriti, … a percepire il calore del suo amore quando ci carica sulle sue spalle per riportarci alla casa del Padre, … ad essere toccati dal Signore Gesù e trasformati dalla sua misericordia, per diventare noi pure testimoni di misericordia … perché questo è il tempo della misericordia. È il tempo favorevole per curare le ferite, per non stancarci di incontrare quanti sono in attesa di vedere e toccare con mano i segni della vicinanza di Dio, per offrire a tutti, a tutti, la via del perdono e della riconciliazione» (Dall’omelia del Santo Padre Francesco, Sabato, 11 aprile 2015).
Invito fin da questo momento tutti, ma soprattutto i presbiteri, miei “fedeli collaboratori” (Fil 4,3), a vivere la misericordia come impegno centrale della nostra Chiesa e stile di vita nell’esercizio del ministero sacerdotale.
Affido il mio impegno a guidare la nostra Arcidiocesi al sostegno materno di Maria che spero di venerare presto nei nostri Santuari e alla intercessione dei nostri santi patroni.
Vi benedico tutti di vero cuore.

Ai sacerdoti, ai diaconi, ai consacrati/e, alle famiglie, ai fedeli laici,  alle autorità e a tutti i cittadini dell’amata Arcidiocesi di Matera-Irsina

Carissimi,

il Santo Padre, nella sua benevolenza, ha voluto chiamarmi ad un nuovo servizio nella Chiesa di Dio come Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo. Ringrazio papa Francesco per questo atto di fiducia verso la mia persona affidandomi un incarico di particolare rilevanza e delicatezza nella principale Diocesi dell’amata Basilicata. A lui va tutta la mia riconoscenza.

Nell’accingermi ad assumere questo nuovo incarico, che ho accolto non senza trepidazione e qualche timore, con la speranza di poter corrispondere alle aspettative, il mio pensiero più affettuoso va però ora, in primo luogo, a tutti voi cari sacerdoti, diaconi, consacrati e consacrate, fedeli tutti, autorità e cittadini dell’amata Arcidiocesi di Matera- Irsina.

In questi undici anni di ministero non so se sono riuscito ad esprimere tutto il bene che ho voluto a questa Chiesa e a ciascuno di voi, ma certamente posso attestare di aver ricevuto da voi tantissimo in stima, affetto e soprattutto in testimonianza di generosa sequela del Signore Gesù, di amore alla Chiesa e di carità verso il prossimo.

Sono stato sempre edificato dalla fede genuina, dalla forte speranza e dalla carità sincera che ho trovato in tutti e in particolare tra i più semplici e umili. Il cammino pastorale, percorso insieme, i tanti incontri nelle parrocchie, con le aggregazioni laicali, nella società civile ed anche nelle case, soprattutto in occasione della Visita Pastorale, rimarranno indelebili nel mio cuore e nella mia mente.

Ringrazio voi carissimi sacerdoti per la grande disponibilità a collaborare e per i tanti momenti condivisi assieme, a partire dalla Messa Crismale, gli incontri mensili del clero, i percorsi formativi con i preti giovani, il lavoro nelle Zone, le numerose ordinazioni, e i tanti colloqui personali che mi hanno edificato, anche quando si trattava di affrontare problemi e difficoltà. Del pari, porterò sempre con me un vivo ricordo della visita pastorale canonica.

Un grazie sincero e grato a voi diaconi permanenti ed ai candidati a questo ministero e alle vostre famiglie; abbiamo aperto per la Diocesi una nuova esperienza, auguro che possiate servire sempre meglio la Chiesa diocesana.

Non potrò dimenticare la speciale grazia che il Signore ha fatto a questa Chiesa con i numerosi seminaristi che si formano nel Seminario Regionale.

Ho cercato di essere presente sia nella vita delle comunità parrocchiali, che nei luoghi quotidiani del vivere umano, come le fabbriche, le scuole, gli ospedali, le Istituzioni, la nostra Casa per anziani “Mons. Brancaccio” e la Casa Circondariale.

Mi scuso se a volte posso aver deluso le aspettative di qualcuno. Ho cercato di servire il bene comune nella fedeltà al Vangelo e al Magistero della Chiesa. Non mi sono sottratto al dialogo e al confronto e ho sempre nutrito rispetto anche verso chi considero come frequentatore del “Cortile dei Gentili”.

Spero che i progetti pastorali, maturati in occasione dei Convegni diocesani, soprattutto verso la famiglia, con i relativi cammini che cercano di tradurre e di incarnare gli orientamenti pastorali della C.E.I. per il decennio, “Educare alla vita buona del vangelo”, restino come contributo prezioso per la crescita pastorale di una Chiesa che cammina sotto lo sguardo benevolo della sua Patrona la Madonna della Bruna. A lei abbiamo da poco rinnovato l’affidamento di Matera “Civitas Mariae”, nel 60° della ricorrenza.

In questi anni, purtroppo, abbiamo assistito all’aggravarsi della crisi economica, ma si è anche accresciuto l’impegno solidaristico della comunità ecclesiale, in modo speciale con i progetti della Caritas Diocesana e delle Caritas parrocchiali, con la Mensa “Don Giovanni Mele” e delle tante realtà caritative presenti in diocesi e nelle parrocchie.

Porterò sempre con me anche il ricordo dell’impegno corale profuso per la riapertura della Cattedrale, gioiello di fede e arte, e del restauro della Concattedrale di Irsina, assieme alla costante attenzione per il recupero e la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici. Potrei citare tante altre cose che abbiamo insieme realizzato, frutto della partecipazione di tanti e della benevolenza divina.

Non posso non esprimere, in questa circostanza, un vivo ringraziamento ai media locali, sempre attenti e corretti nei confronti della Chiesa locale e del suo Pastore.

Sentimenti di vivissima gratitudine desidero esprimere in fine, ai più stretti collaboratori, che ho sentito sempre vicini e disponibili, pronti a condividere gli impegni e le responsabilità pastorali.

Ho cercato con i miei limiti di farmi “tutto a tutti” (1Cor 9,22), esortando e incoraggiando tutti a vivere con coerenza una vita cristiana gioiosa e generosa, pur nelle inevitabili difficoltà.

Vi assicuro che vi porto tutti nel cuore, e spero di poter anch’io rimanere un po’ nel vostro; confido sul vostro ricordo nella preghiera.

Vi benedico con paterno affetto.