Anche Federparchi contro le “Trivelle nello Jonio”

Domenico Totaro“La manifestazione prevista per il prossimo 15 luglio a Policoro non è soltanto un no alle trivelle nello Jonio, ma anche un modo per ribadire che in materia di estrazioni petrolifere la Basilicata ha già dato, per questo abbiamo deciso di aderire, sfilando in difesa dell’ambiente insieme ai lucani e alle istituzioni”.

È quanto afferma Domenico Totaro, coordinatore di Federparchi Basilicata e presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano.

“La salvaguardia degli equilibri naturali della nostra regione, sia del mare che della terraferma –prosegue Totaro- è un valore che deve riguardare allo stesso modo tutti i cittadini, e non solo quelli dei territori interessati direttamente dalle estrazioni. Ci sono degli accordi che la Regione ha sottoscritto e vanno rispettati, ma non bisogna andare al di là di essi. La prevista presenza dei governatori di Basilicata, Calabria e Puglia è la dimostrazione che il tema della salvaguardia ambientale non può considerarsi un problema legato a singole porzioni di paese, ma riguarda aree vaste che hanno caratteristiche comuni di biodiversità e habitat naturali, per cui è chiaro che non è possibile intervenire sugli equilibri di una parte senza andare ad intaccare l’intero ecosistema.
Da tempo i nostri sforzi vanno nella direzione di costruire progetti transregionali, in collaborazione con altri Parchi naturali, secondo quanto indicato dallo stesso Ministero dell’Ambiente, e per questo ritengo che la questione delle estrazioni non conosce e non deve conoscere limitazioni di spazio né ostacoli dovuti al colore politico o al ruolo istituzionale.
Difendere le coste significa anche difendere le aree interne, così come sottoporre a stretto controllo e a giuste limitazioni lo sfruttamento a fini energetici delle aree interne significa salvaguardare le coste e il mare, che è il luogo naturale in cui si riversa tutto ciò che viene prodotto a monte. La difesa del mare –conclude Totaro, a nome di Federpachi Basilicata- comincia nelle aree interne, nella difesa delle acque dei fiumi e dei laghi, e nella stretta regolamentazione delle attività antropiche che spesso sottopongono a gradi stress i terreni dei nostri comuni montani”.

Share Button