Migranti, rapporto Ires Basilicata su “Oro nero non si estrae”

IRES CGILMigranti e petrolio in Basilicata, problemi e risorse. Questo il tema contenuto nel rapporto “L’oro nero non si estrae” formulato dall’Ires-Cgil. L’incontro di presentazione, tenutosi presso il Museo Provinciale di Potenza, ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente dell’Ires, Giovanni Casaletto, il segretario nazionale della Flai Cgil, Ivana Galli, l’assessore regionale all’agricoltura, Luca Braia, ed il segretario lucano della Cgil, Angelo Summa.

Dei circa mille richiedenti asilo e rifugiati attualmente presenti in Basilicata – è stato rilevato – 400 sono inseriti in 12 progetti territoriali del sistema “Sprar” e 600 collocati in 14 centri di accoglienza straordinaria “Cas”.

Inoltre, emerso tra le slide del rapporto: nell’area del Vulture Alto Bradano i lavoratori stranieri rappresentano il 37% del totale, con aumento nel settore agricolo dal 2,9% del 2007 al 17,9% del 2013. Un dato da affiancare alle 238 imprese registrate nel 2014 che pongono la Basilicata in testa alla classifica delle regione italiane per percentuale di imprese agricole straniere. Negli ultimi quattro anni, infatti, le imprese con titolari italiani sono diminuite, passando da 52.600 mila del 2011 alle 50.664 del 2014, mentre quelle straniere sono aumentate da 1.720 a 1.754.

Secondo la Flai Cgil, risulta importante il lavoro posto in essere la Task force migranti regionale e le azioni per una legislazione territoriale che incroci domanda ed offerta di lavoro. Secondo Casaletto, “l’oro nero, immaginato come il petrolio già estratto in regione, riconduce per altri aspetti all’immigrazione, con la popolazione migrante vera e propria risorsa che incide sullo sviluppo futuro.”

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