Festa della Bruna 2013. Una edizione blindata.

Schermata 2013-06-28 alle 16.18.14MATERA – I preparativi della ormai imminente Festa Patronale proseguono ad un ritmo serrato, e tutti si preparano a recitare fino in fondo un ruolo che la storia della città e le tradizioni secolari ad essa collegate ha loro assegnato.

Sono tanti gli elementi e i protagonisti che la tradizione di questa festa laica e religiosa insieme impone: la vestizione della statua della Santissima Patrona la Madonna della Bruna, la preparazione dei muli che dovranno trasportare il carro, i cavalli e devoti cavalieri che dovranno scortarlo. I fuochi lungo il percorso della “processione dei pastori”, gli ambulanti, i madonnari, gli artigiani della cartapesta, il vescovo e il capitolo metropolitano, il presidente del comitato.

Sono loro i principali protagonisti rappresentanti di una comunità che per oltre 600 anni ha ripetuto senza sostanziali modifiche quella che potremmo definire a buon diritto “liturgia” di una festa patronale.

Il carro lo si costruisce per distruggerlo. E il momento principale di questa riappropriazione collettiva è rappresentato dal rito antico – e purtroppo ancora poco indagato sotto il profilo socio-antropologico – della distruzione di questa “macchina da festa”. L’elemento chiave che l’ha caratterizzata invece per oltre 600 anni dal punto di vista emozionale è l’incognita: “quando e dove sarà distrutto il carro?”

Sino a qualche anno fa il tratto distintivo del pathos della festa era questo, insieme a una intensa partecipazione della popolazione che è andata scemando negli ultimi anni nell’indifferenza generale, o quasi.

Il numero dei cavalieri non potrà superare le ottanta unità totali e solo 10 cavalieri potranno scortare il carro che trasporta la Madonna cui sono devoti nella parte finale del percorso, dove non spetterà loro la difesa del manufatto. Saranno truppe militari dei corpi dei Carabinieri e della Guardia di Finanza a farlo. Sarà la Polizia, coi caschi e i manganelli a far “rispettare l’ordine e la sicurezza pubblica”. Saranno le transenne a rendere il popolo spettatore invece che partecipe recintando da quest’anno l’intera piazza Vittorio Veneto senza interruzioni sino a piazza San Francesco. E sì, piazza San Francesco, perché da dieci anni ormai ai materani e alla Madonna è stata tolta anche la Cattedrale.

Ed è sempre col pretesto della pubblica incolumità che dei fuochi durante la processione dei pastori se ne vedranno sempre meno e a una distanza di almeno 30 metri. Così ha stabilito in un comunicato che riportiamo integralmente in coda a questo articolo il Prefetto di Matera.

Questa sarà l’edizione n°624. Per altrettanti anni il Carro e la protettrice sono stati vicini, hanno sfilato per le strade a contatto con le persone. Senza camionette e blindature. E questa festa, arcaica e primitiva nelle sue manifestazioni popolaresche ora viene percepita anche all’esterno come violenta e distruttrice.

Non è certo l’assalto di chi è investito dalla tradizione dal ruolo di distruttore. Ci chiediamo piuttosto che senso abbia una così militaresca invasione di camionette e blindati e misure di “sicurezza” costose oltre che eccessive, nell’ambito di una tradizione religiosa e popolare, che da secoli si consuma senza altri protagonisti che non siano quelli della tradizione e di una cultura che con le transenne non ha mai avuto niente a che spartire.

In coda all’articolo il comunicato stampa integrale diffuso dalla Prefettura.

Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza – 624^ Edizione della Festa patronale di Maria SS. della Bruna

Nella mattinata odierna, presieduta dal Prefetto di Matera, dott. Luigi Pizzi, alla presenza dei vertici Provinciali delle Forze di Polizia, del Presidente dell’Amministrazione Provinciale, del Vice Sindaco del Comune di Matera, del Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, del Dirigente del Servizio Veterinario dell’A.SM., del rappresentante della Curia Arcivescovile, del Presidente del Comitato Organizzatore dei festeggiamenti della Festa Patronale Maria SS. della Bruna e del Presidente dell’Associazione Cavalieri, si è tenuta una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per procedere all’esame conclusivo delle misure concordate in occasione dei festeggiamenti in onore di Maria SS. della Bruna.
Affinché la corrente edizione della Festa patronale possa svolgersi in condizioni di sicurezza e nel pieno rispetto della tradizione si è concordato che l’accensione dei fuochi pirotecnici durante la Processione dei Pastori, avvenga nel rispetto delle disposizioni ministeriali che attualmente impongono il rispetto della distanza di trenta metri dal pubblico.
Inoltre, è stato stabilito di transennare l’intera Piazza V. Veneto ed il restante percorso fino a Piazza S. Francesco, con apertura vie di fuga.
E’ stato, altresì, confermato il posizionamento di tre maxi schermo in Piazza V. Veneto, Piazza San Francesco d’Assisi e Villa Comunale.
Il numero dei cavalieri ammessi alla sfilata mattutina e serale non potrà essere superiore a ottanta. Sessanta cavalieri defluiranno da Via Ridola e altri venti potranno assistere ai tre giri del Carro in Piazza San Francesco. Solo dieci cavalieri potranno seguire il carro durante i tre giri nello spiazzo antistante la Banca Popolare del Mezzogiorno e fino a Piazza V. Veneto, ove avverrà l’assalto per la distruzione.
Per il benessere degli animali si è convenuto, anche per la corrente edizione della Festa, che i cavalli debbano essere in possesso di certificato sanitario, di certificato di provenienza e di test di Coggins. Alla sfilata non potranno essere ammesse cavalle gravide. Gli animali dovranno essere condotti da persone esperte e dovranno essere dotati di calzari antiscivolo o ferri gommati. Per l’abbeveraggio dovranno essere utilizzati contenitori singoli. Infine, durante la sfilata, dovrà essere garantita la presenza di un veterinario libero professionista, che assicuri l’assistenza sanitaria continua nonché la presenza, per ciascun equide, di un palafreniere.
Si è convenuto, infine, di adottare incisive azioni di contrasto per ogni forma di illegalità e in particolare nei confronti dei venditori ambulanti abusivi.