Pasta di Matera. Quasi al capolinea?

Schermata 2013-02-15 alle 12.37.17Pasta di Matera al capolinea dopo che anche la società pugliese dei fratelli Tandoi è stata costretta a gettare la spugna. Con la chiusura dello stabilimento dell’area industriale di La Martella, se non saranno individuati in tempi brevissimi percorsi alternativi per uscire da una crisi difficile, per la città dei Sassi sul palcoscenico della pastificazione è destinato a calare definitivamente il sipario.

Per l’occupazione che perde un’altra trentina di addetti è un altro salasso, una negatività che fa il paio con la fine di un comparto che pure ha caratterizzato per oltre un secolo il sistema produttivo del territorio dando continuità e completezza ad una delle più significative filiere dell’agroalimentare: dai grani di qualità delle colline materane agli impianti sempre più innovativi per la trasformazione in farine e, quindi, con collaudate mescole, in preziosi formati di paste alimentari.

Tutto finito. Dal mulino Alvino, che segnò l’avvio di un intenso rapporto con la cerealicoltura locale, ai Quinto, ai Manfredi, agli Andrisani, ai Padula, alla Barilla e infine ai Tandoi. Un lento declino fino all’ultima vicenda che si consumerà ora sulla pelle degli ultimi imprenditori e soprattutto dei lavoratori per i quali si profila un lungo periodo di cassa integrazione, poi la mobilità, infine il licenziamento. Il sindacato spera in soluzioni diverse che alla fine riescano ad invertire l’attuale rotta. Ma Cgil Cisl e Uil vivono ore difficili che si fanno complicate, intricate e piene zeppe di ostacoli.

Una condizione la loro aggravata anche dal silenzio che sulla vicenda continuano ad osservare le istituzioni locali: Comune di Matera, Amministrazione provinciale materana e Regione lontani dal problema. Basta sottolineare che nella cosiddetta area industriale di La Martella, lì dove produce Tandoi, manca il collegamento alla rete del gas metano con il relativo aumento dei costi aziendali. Imprenditori costretti a muoversi con difficoltà, sindacati con le mani legate, istituzioni distratte e lontane dai problemi reali del territorio. Un’azienda capace di produrre 700 quintali di pasta al giorno costretta alla chiusura, lavoratori senza futuro, e sulla pastificazione materana dopo oltre un secolo forse cala per sempre il sipario, un altro macigno sull’economia locale.

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