Occupazione: FIAT, mobile imbottito, Valbasento. Sarà un 2013 all’insegna dell’emergenza?

disoccupazioneStanno avendo in gran parte ragione tutti quelli che avevano pronosticato un 2013 di lacrime e sangue per il mondo del lavoro.

Il primo segnale negativo è arrivato proprio dal più grande stabilimento lucano, quella Fiat di San Nicola di Melfi per la quale a fine dicembre era stato disegnato un futuro meno carico di insidie, anche se in molti considerano i circa due anni di cassa integrazione annunciati da Sergio Marchionne un passaggio scontato per approdare poi alla ripresa.

Intanto, però, c’è da affrontare la delicata situazione che si manifesterà di qui a qualche mese a carico dei lavoratori che resteranno senza occupazione e con in tasca uno stipendio quasi dimezzato.

Una sofferenza che interesserà, pur se a rotazione, 5.500 famiglie. E non finisce qui perchè a questo devastante tzunami c’è da aggiungere il destino altrettanto drammatico che attende l’intero indotto della fabbrica automobilistica melfitana.

Tanto il sindaco della città federiciana, Livio Valvano, quanto il presidente della regione, Vito De Filippo, si sono affrettati a spiegare che il preventivato disagio va affrontato dal Governo nazionale con opportune integrazioni alla riduzione del reddito.

Nella Basilicata che a grandi passi corre verso il dissesto generalizzato della sua già debole economia, non mancano tuttavia altre emergenze per cui nel panorama produttivo si aprono una dietro l’altra altre falle, a cominciare dalla Miten di Pisticci con i 70 dipendenti della fabbrica che produce biodiesel e glicerina senza stipendio dal mese di ottobre.

Domattina, in Prefettura, a Matera, azienda e sindacati provano a trovare un’intesa per superare le difficoltà del momento. Al via, poi, la reindustrializzazione dell’ex mister day di Atella e dell’ex Cutolo, con procedure che fanno intravvedere poco se non proprio nulla di positivo per i lavoratori interessati. Occupazione in crisi, poi, all’Italcementi di Matera con un taglio previsto di quindici dipendenti.

Tempi duri anche per i dipendenti Cosmic che garantiscono la manutenzione all’interno dello stesso impianto. Per loro in mattinata due ore di sciopero promosso dalla Fiom Cgil.

Si lavora, intanto, al Consorzio per lo sviluppo industriale del Materano per garantire la piena funzionalità del raccordo ferroviario Ferrosud-Casal Sabini. Con la breve tratta impraticabile, rischierebbe la paralisi lo stabilimento metalmeccanico di Jesce che non riuscirebbe né l’uscita dei vagoni ristrutturati né l’ingresso di quelli da sottoporre a ristrutturazione.

A tutto questo va aggiunta la crisi senza fine del mobile imbottito e l’inesorabile declino che sta interessando l’area industriale basentana, due situazioni che, nonostante gli impegni presi, continuano a procedere a luci spente: per i produttori di poltrone e divani dell’area murgiana l’attesa riguarda la sigla dell’accordo di programma, per i siti industriali di Pisticci e Ferrandina il futuro è legato agli impegni che l’Eni assumerà sul fronte del rilancio produttivo.

La Regione si era impegnata, a metà novembre, a sollecitare all’ente idrocarburi interventi nel settore della green economy. Purtroppo mancano le risposte, con il 2013 che si avvia a diventare l’anno nero del sistema produttivo lucano.

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