Concerto in Carcere a Matera per avvicinare la città esterna a quella interna

MATERA – È il canto che i Crociati intonavano per prepararsi alla battaglia, quello che ha aperto il concerto che si è tenuto ieri, nella casa circondariale di Matera. Musica e voci sono quelli della prestigiosa polifonica campana, Regesta Cantorum, da sempre impegnata a servizio delle categorie più svantaggiate e che da più di dieci anni porta avanti in collaborazione col Ministero della Giustizia, il progetto “Nelle due città”, per il quale è stata già protagonista di vari concerti a favore dei detenuti di diversi penitenziari, in varie regioni italiane. Qui siamo appunto all’interno di quello materano e il progetto, come ha ricordato la direttrice della struttura, Maria Teresa Percoco, nasce con l’obiettivo di mettere in comunicazione la città esterna, quella che tra l’altro sta festeggiando il suo co-patrono, Sant’Eustachio, e la città interna, il carcere di Matera in questo caso. Parole d’ordine, ha sottolineato la Percoco, sono rieducazione e reinserimento. Un’ora di buona musica dunque, fra brani classici e moderni, sotto la sapiente direzione del maestro Antonio Spagnolo e l’esecuzione di soprani, contralti e tenori. Per ribadire con una delle forme artistiche più alte, la musica, che la società di fuori non dimentica e non lascia da soli i detenuti. Il nostro desiderio, fa sapere Salvatore Rossi, coordinatore della corale, è che gli uomini, le donne e i giovani detenuti, si sentano pubblico vero.

 

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