La mensa dei poveri di Matera, fra fede, carità e accoglienza

MATERA – Non si deve scegliere tra fede e carità ma bisogna abbracciarle entrambe. Con queste parole l’arcivescovo di Matera-Irsina, monsignor Salvatore Ligorio definisce il forte rapporto fra fede e carità. Una sintesi della solida impalcatura che da sempre caratterizza la cosiddetta dottrina sociale della Chiesa. Quindi, per usare ancora le parole di Benedetto XVI, “la vera fede diventa amore, si esprime nella carità”. Un messaggio che acquista un significato ancora più tangibile e concreto, in grado di valicare gli steccati e di superare le barriere, quando viene pronunciato in uno dei luoghi della città, in cui carità, accoglienza e sostegno trovano, quotidianamente, la loro più forte manifestazione. Nelle immagini del video riportato nella pagina, i nuovi locali della “Mensa Don Giovanni Mele”, in via Istria 14, non lontano dalla Chiesa Maria Santissima Annunziata, a Piccianello, dove ieri ha avuto luogo l’incontro sull’intimo e delicato rapporto fra fede e carità, con la relazione della responsabile della Caritas diocesana, Annamaria Cammisa. I lavori nella nuova struttura, non lontana dalla storica sede della mensa dei poveri, termineranno entro l’estate. Quello garantito dai volontari, ha ribadito Don Pierdomenico Di Candia, parroco della Chiesa, è un impegno continuo, una missione straordinaria, che consente a chi vive in condizioni di indigenza e di emarginazione, di trovare nella mensa un punto di accoglienza e di incontro. Infuria intanto la crisi economica, che continuerà a far sentire i suoi effetti. A rischio la tenuta sociale del Paese e del territorio, in cui la soglia non arresta la sua discesa. Rispetto a tre anni fa, ha confermato Don Pierdomenico Di Candia, quando la media dei pasti giornalieri distribuiti gratuitamente e consumati a tavola, si attestava intorno alle 35unità, oggi il numero è quasi raddoppiato.