Confindustria, nel triennio ’07-’10 il pil lucano è calato del 9,5%

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Nel triennio 2007-2010 il prodotto interno lordo della Basilicata è diminuito del 9,5 per cento, passando da un valore pari a 9 milioni 127 mila euro a 8 milioni 263. E’ questo il dato più immediato e significativo che emerge dal rapporto “Check-up Mezzogiorno” di Confindustria, che ieri è stato pubblicato, in parte, da “Il Sole 24 Ore”. A pagina otto, il “Check-up” sottolinea che “tra le regioni meridionali, Basilicata, Sardegna e Campania hanno fatto registrare i risultati peggiori” in quanto a pil. E la situazione in Basilicata non è positiva neanche sul fronte delle esportazioni. Dal 2007 ai primi nove mesi del 2011, si parla di un calo del 29,1 per cento: insieme a Molise e Calabria, “il valore dell’export lucano risulta ancora molto inferiore a quello registrato nello stesso periodo del 2007”. Un altro dato significativo riguarda quello del “capitale umano” e del suo “spreco”, in particolare – è scritto nella ricerca – “con riferimento alla componente giovanile e femminile: i dati al 2010 segnalano che in Italia il 22,1 per cento dei giovani compresi tra i 15 e i 29 anni non lavora né studia, contro una media dell’Unione europea a 27 Paesi pari al 15,3 per cento; nel Mezzogiorno la quota dei cosiddetti Neet, Not in education, employment or training, è del 31 per cento”. In Basilicata, la quota dei Neet “è peggiorata di quasi cinque punti – spiega il rapporto a pagina 55 – portandosi al 28,5 per cento nel 2010”. Peraltro, la ricerca lancia l’allarme sul calo della popolazione e sulla “crescita dell’età media di quasi dieci anni”: la popolazione, nel Mezzogiorno, nel 2065 potrebbe passare a 16 milioni e 7 mila persone, rispetto ai quasi 21 attuali, segnando “la perdita della risorsa più importante per il Sud: il capitale umano”.


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