La “Rete” chiede l’esenzione IMU per le case popolari

MATERA – Via l’Imu, l’imposta municipale unica che ha sostituito l’Ici, dalla case popolari ed applicazione dell’aliquota minima per gli affitti concordati. La proposta, avanzata dal Sunia e dagli altri sindacati degli inquilini all’attenzione del Governo, ha trovato l’adesione di molti sindaci di grandi città, da Roma a Milano, da Bari a Firenze, da Napoli a Cagliari e, poi, Torino, Venezia e Trieste. Imboccare questa strada significherebbe accreditare una cifra di 150 milioni di euro ai gestori dell’edilizia pubblica che la potrebbero investire nella manutenzione di un patrimonio immobiliare in gran parte degradato. I sindacati degli inquilini e i comuni che hanno aderito alla proposta, tuttavia, sostengono che accanto a questa proposta va inserita anche la possibilità che le amministrazioni comunali possano applicare l’aliquota minima dell’Imu agli appartamenti affittati a canale concordato con l’eliminazione della quota riservata allo Stato come previsto per la prima casa. Sul piano nazionale il Sunia, insieme agli altri sindacati degli inquilini, fa appello al parlamento perché introduca nel decreto semplificazioni queste indispensabili modifiche necessarie a non aggravare ulteriormente la situazione abitativa del Paese. Sunia, Sfida, Federconsumatori, Diritti di cittadinanza, Assocasa, Apu e APPC hanno costituito “in rete” con il coordinatore Franco Casertano che invita l’amministrazione comunale di Matera a sostenere le proposte degli organismi che tra i loro compiti istituzionali hanno in primo luogo la difesa degli inquilini.

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