Sovraindebitamento, Uilcem: sostegno ai cittadini e non solo alle imprese

MATERA – Il tema del sovraindebitamento del cittadino è una questione che ci appartiene per cultura e sensibilità. Noi della Uilcem l’abbiamo affrontata per primi e per primi ci siamo spesi, per inserirla negli accordi di rinnovo del contratto collettivo nazionale della chimica, diversi anni fa, perché crediamo che la gestione contrattuale del rapporto di lavoro sia la giusta sede per dare un nuovo aiuto ai lavoratori e alle loro famiglie, che vivono nel quotidiano il dramma della sovra esposizione al credito finanziario. È quanto ha ribadito questa mattina a Matera, Augusto Pascucci, Segretario del Sindacato della Chimica, dell’Energia e del Petrolio della Uil, prendendo parte alla tavola rotonda, convocata ad hoc, a chiusura della tre giorni organizzata dal Sindacato, nella città dei Sassi, per preparare quadri, attivisti e delegati di azienda e territoriali, sui servizi di ascolto e di accompagnamento del lavoratore. Ai lavori, che hanno avuto luogo alle Monacelle, hanno preso parte, fra gli altri, l’assessore regionale alle politiche sociali, Vincenzo Viti, e il Presidente della Fondazione Anti Usura, Monsignor Cavalla, Don Basilio Gavazzeni. Dall’esperienza del lavoro sindacale, ha ribadito Pascucci, emerge il quadro di un fenomeno in fortissima espansione, vissuto nella solitudine più profonda. Un problema del quale è consapevole lo stesso Governo, che ha emanato una serie di disposizioni che permettono una dignitosa via d’uscita dalla crisi, anche ai soggetti più deboli, non tutelati dalla legge sui fallimenti. L’obiettivo, in ogni caso, ha ribadito Pascucci, è quello di fornire ai cittadini, e non solo alle imprese, la possibilità di concordare con i creditori un piano di ristrutturazione dei debiti, per giungere alla definitiva chiusura di ogni contenzioso, come avviene per le grandi aziende. Oltre a fornire assistenza e mediazione nella formulazione del piano di uscita dal debito e pareggio di bilancio, è necessario dunque far comprendere al soggetto indebitato, il suo modo di agire, che lo conduce a ritrovarsi in una spirale senza via d’uscita, e fargli quindi recuperare un progetto sano e un nuovo stile di vita.

 

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