Oneri peep San Giacomo: i residenti vogliono pagare il giusto

MATERA – Pagare sì ma il giusto. I residenti dei peep di San Giacomo chiamati a sanare, come previsto da una delibera dell’amministrazione Adduce, le quote relative agli oneri di esproprio e urbanizzazione delle aree dove negli anni ’80 sorsero le case in cui ancora abitano, non vogliono sconti ma nemmeno fregature. Con Adiconsum, ieri, sono tornati a incontrarsi per ribadire questa posizione. Nella sede dell’associazione dei consumatori, oltre al segretario Angelo Festa, il gruppo di lavoro costituito ad-hoc e composto dagli avvocati Giuseppe Tedesco e Dino Cifarelli e dai tecnici, l’ingegner Sante Lomurno e l’architetto Antonio Losacco. Ciò che preoccupa i cittadini chiamati a pagare sono gli errori dell’amministrazione comunale, a partire dagli interessi: perché pagare quelli maturati in 27 anni se normalmente questi vanno considerati dal momento in cui si viene a conoscenza della necessità di pagamento? Il rischio è che si finisca col dare ai suoli in questione un valore maggiorato di oltre il 200%. Ci sono anche delle sentenze precedenti che avvalorano la tesi dei residenti, poiché, per esempio, emerge che il Comune ha affrontato il processo con gli espropriati ricorrenti senza chiamare in causa i presidenti delle cooperative edilizie in questione e che ai cittadini non è stata data la possibilità di difendersi, costituendosi in giudizio. Insomma dall’82 al 2007 nessuno ha saputo che la Magistratura stava andando avanti sulla vicenda e che il prezzo dei suoli delle abitazioni aveva raggiunto cifre da capogiro. Ecco perché se responsabilità sono ravvisabili da parte dei cittadini, queste vanno rese scevre da ogni possibile ombra di colpa da parte del Comune, al netto degli interessi e della rivalutazione monetaria e dei costi di urbanizzazione che, se vanno inclusi nei pagamenti, devono essere valutati secondo criteri parametrici.

Share Button