Coldiretti Basilicata: Imu ridotta a chi vive di agricoltura

Dalla Coldiretti di Basilicata l’appello, attraverso l’Anci, ai 131 sindaci della regione perchè riducano le aliquote Imu previste per le attività agricole. In caso contrario si rischia di impoverire ulteriormente il tessuto produttivo del settore primario che già non vive stagioni esaltanti. La proposta avanzata da Coldiretti punta ad ottenere la riduzione fino al 50 per cento dell’aliquota Imu prevista per i fabbricati rurali e l’abbattimento sensibile della tassazione prevista per i terreni. L’imposta così come è stata prevista dal Governo – rileva il presidente regionale di Coldiretti, Piergiorgio Quarto – colpirebbe pesantemente terreni agricoli e fabbricati rurali, dalle stalle ai finili fino ai capannoni necessari per proteggere gli attrezzi da lavoro. In questo modo – aggiunge l’esponente dell’organismo di categoria – il decreto Salva-Italia andrebbe di fatto a tassare quelli che sono gli effettivi mezzi di produzione per le imprese agricole. Per questo Quarto sottolinea la necessità che la terra coltivata da un’impresa agricola deve avere un trattamento fiscale ben diverso da quello riservato a chi la possiede per fini speculativi o hobbistici. Infine l’invito-appello alle amministrazioni comunali ad applicare virtuosamente la facoltà di riduzione delle aliquote, limitando al minimo l’imposizione per fabbricati rurali e terreni agricoli. Il messaggio di Quarto all’Anci di Basilicata è forte e chiaro: non è possibile trattare un bene che attraverso la sua coltivazione produce reddito come un bene che viene acquisito per fini speculativi da parte di soggetti che poco o nulla hanno a che fare con il comparto agricolo. Il primo risultato scaturito dal vertice riguarda la convocazione in tempi brevi di un tavolo tecnico per trovare sull’Imu in agricoltura una posizione unitaria.