Alluvione, Fabbris: senza l’ordinanza, sciopero della fame ad oltranza

METAPONTO (MATERA) – Quinto giorno di sciopero della fame per il portavoce del comitato Terre Joniche, Gianni Fabbris. Nove mesi, giorno più giorno meno, da quando l’alluvione del primo marzo si è abbattutta su Puglia e Basilicata, ridisegnando letteralmente il profilo del territorio e mettendo in ginocchio decine e decine di famiglie, imprenditori ed allevatori. Considereremo chiusa questa fase, ribadisce Fabbris solo quando un membro del Comitato, potrà leggere, in assemblea, l’ordinanza che sblocca i primi 14 milioni e mezzo di euro, già stanziati per i territori colpiti dall’alluvione. Nel corso dell’incontro con movimenti e associazioni, che si è tenuto ieri al presidio delle tavole Palatine, e cui ha fatto seguito un vero e proprio consiglio congiunto (presenti gli esponenti di giunta di otto comuni, fra Puglia e Basilicata, e delle due Province, di Taranto e Matera), alcuni amministratori, fra i quali il vice sindaco di Bernalda e un consigliere comunale di Ginosa, hanno annunciato la decisione di affiancare Fabbris, nello sciopero della fame. Lo stesso Fabbris ha poi però ribadito che, in assenza delle ordinanze, la protesta non si fermarà qui. Diverse le associazioni e i movimenti che hanno fatto sentire la loro vicinanza e il proprio sostegno al Comitato Terre Joniche: da “Libera”, al Movimento Cento Comuni, dall’Adiconsum alla Fondazione Antiusura “Monsignor Cavalla”. Ed è proprio dal suo presidente, Don Basilio Gavazzeni che è venuto il monito più forte: ciò che serve, ha detto, è la sobrietà delle parole. Sulla politica grave invece la responsabilità più grande, quella legata alla messa in sicurezza del territorio. I tagli lineari che si sono abbattutti in modo indiscriminato anche in questo ambito delicato, hanno limitato il raggio di azione. Dopo i tragici eventi che si sono verificati in Sicilia, Liguria e Toscana, solo per citare i più recenti, anche alle amministrazioni locali spetta il compito di interrogarsi.

 

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