Alluvione 1° marzo, in sciopero della fame il portavoce del Comitato Terre Joniche

Fate presto, un vero e proprio grido di aiuto che il Comitato Terre Joniche rivolgeva alle istituzioni nazionali, ancora una volta, qualche giorno fa, alla vigilia della nascita del nuovo Governo. Toccherà infatti ora all’esecutivo Monti, il Governo dei tecnici e delle larghe intese, mettere mano all’emergenza alluvione, quella che nove mesi fa colpì la costa jonica, in particolare, provocando danni stimabili in oltre 250milioni di euro. Gli atti rihiedono, fa sapere il portavoce del Comitato Terre Joniche, solo dei passaggi tecnici, dopo che la Regione Puglia ha stanziato un milione e mezzo di euro, le scorse settimane, e dopo che la Basilicata (che ha già messo a disposizione 7,5 milioni), ha visto confermati anche i 7milioni nazionali. Per sollecitare il Governo oggi, come già fatto a luglio, la scelta è quella di ricorrere ad un gesto più che simbolico, lo sciopero della fame, che verrà messo in atto da questo pomeriggio, dal portavoce del Comitato, Gianni Fabbris. Difficile immaginare che dal Consiglio dei Ministri di quest’oggi, vengano fuori segnali incoraggianti. Monti è già probabilmente proiettato agli incontri che lo aspettano di qui a qualche giorno in Europa, dove per altro avrà colloqui con Merkel e Sarkozy. Dopo però che il precedente non si è mosso per ben nove mesi, il Comitato ripone fiducia in ciò che potrà fare il Governo Monti. E se comunque dal Governo non verranno risposte, fa sapere ancora Frabbris, scusandosi per i disagi che potranno essere eventualmente arrecati, non è escluso che i trattori e i mezzi agricoli tornino sulla Statale 106.

 

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