Filctem Cgil: “Inoculata ed inopinata la gestione di Acquedotto Lucano”.

Matera – E’ inaccettabile che in una società pubblica come Acquedotto Lucano, nella quale alcuni dirigenti arrivano a guadagnare più di 300mila euro all’anno, si metta a gara la gestione degli impianti di depurazione di Matera, presso cui lavorano nove persone, monoreddito e padri di famiglia, con un importo che non copre neanche una parte del costo del lavoro. L’allarme lo lancia la Filctem-Cgil, che ricorda che nei giorni scorsi è stato espletato il bando di gara per la gestione e la manutenzione dei 4 impianti di depurazione della città dei Sassi. La società  Acquedotto Lucano, proprietaria degli impianti, dopo un lungo periodo di prorogatio, ha deciso, sottolinea la Filctem, di effettuare un bando di gara pubblica senza tener conto degli organici presenti e quindi del costo del lavoro, assegnando l’appalto con un ribasso del 25%; tale decisione è stata presa nonostante la sigla sindacale avesse chiesto un urgente incontro al presidente di Acquedotto Lucano dopo aver accertato che il bando non facesse alcuna menzione agli obblighi occupazionali relativi al personale in forza. La Filctem, evidenziata anche l’insensibilità di quello che è definito “un dorato gruppo dirigente”, intende segnalare che un servizio così importante, soprattutto sotto il profilo ambientale, è messo a rischio da una inoculata ed inopinata  gestione di Acquedotto Lucano. Con una riduzione sensibile dei costi, gli impianti ormai vetusti ed in assenza di puntuale manutenzione metteranno a serio rischio la salute dei materani e le loro garanzie ambientali. In definitiva la Filctem chiede un autorevole ed urgente intervento del sindaco di Matera, al quale viene chiesto di farsi portavoce delle garanzie occupazionali e di sicurezza degli impianti che garantiscono lo smaltimento di tutte le acque reflue della città.

 

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