Riprende la protesta del comitato “Terre Joniche”

Gianni Fabbris

Ormai gli imprenditori e i cittadini del Metapontino danneggiati dall’alluvione del marzo scorso sembrano essere quotidianamente protagonisti di numeri di prestidigitazione degni del Silvan dei tempi migliori, anche se ormai persino questi rischiano di trasformarsi in truffaldine riffe da autogrill. Il riferimento è ai sette milioni di fondi per l’emergenza stanziati dal governo nazionale dimissionario l’estate scorsa e da allora scomparsi nel vortice della macchinosa burocrazia italiana e delle migliori dialettiche e retoriche politiche. Il risultato è che nel Metapontino tutto è rimasto quasi com’era e che la Regione Basilicata cerca di tamponare qua e la le emergenze dell’emergenza. Questi sette milioni, però, servono come il pane, e non bastano nemmeno, e col subentro dell’eventuale governo Monti potrebbero diventare moneta sonante o finire per sempre nel dimenticatoio. Un rischio, quest’ultimo, che i manifestanti del comitato “Terre Joniche”, che da alcuni giorni presidiano la statale 106 all’altezza delle Tavole Palatine di Metaponto, vogliono evitare, per questo,

domattina, una delegazione di agricoltori consegnerà al prefetto di Matera una lettera per chiedere al nuovo governo di accogliere le richieste alla base della protesta, dopo che il precedente ha rimosso i sette milioni di euro destinati alla Basilicata, concedendo invece stanziamenti immediati ad altre regioni come la Liguria e la Toscana. Non ce n’è né traccia nel maxiemandamento – spiega il portavoce del comitato, Gianni Fabbris – né tra le misure del commissario straordinario. Nove mesi di sofferenze e problemi per i cittadini delle Terre Joniche lucane e pugliesi – ha concluso – sono un sacrificio sufficiente dato alla causa delle difficoltà del Paese”.

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