Recinto Rota, al via i lavori

La strada in questione

Matera. Per l’area di recinto Nino Rota sarebbe in arrivo una forte accelerazione sul fronte dei lavori di sistemazione tanto della collina quanto della strada di accesso al complesso di abitazioni i cui occupanti vivono da mesi con la preoccupazione cedimenti che li costringerebbero ad abbandonarle dopo una presenza di appena pochi mesi tra quelle mura. Dunque, cantiere riaperto, almeno a sentire l’avvocato Giacomo Marchitelli che cura gli interessi delle imprese che hanno realizzato il complesso abitativo. A determinare la svolta sarebbe stata la riunione che ieri sera si è tenuta al Palazzo di Città tra i soggetti direttamente interessati alla vicenda. L’ultimo ostacolo sarebbe stato rappresentato dall’ulteriore differimento dei tempi di presentazione della perizia geologica a carico della collina su cui è stata realizzata l’area camper. Anche questa difficoltà, dunque, sarebbe stata superata. Il costo totale dell’intervento – ma si tratta di un primo sommario conteggio degli interventi da eseguire – si aggirerebbe intorno ai 500 mila euro, cifra da addebitare in parte alle imprese costruttrici e in parte all’Amministrazione comunale. In dettaglio, secondo quanto riferito dall’avv. Marchitelli, le opere da eseguire riguarderebbero in primo luogo l’alleggerimento della collina su cui insiste l’area camper. Gran parte del terreno risulta essere costituito da materiale di riporto depositato in zona, senza il necessario compattamento. Solo successivamente sarà possibile costruire la palificazione a sostegno dell’intera superficie. Infine, si metterebbe mano alla riqualificazione della strada di accesso alle abitazioni di recinto Nino Rota. Non si tratta, come è facile intuire, di attività di poco conto anche perchè l’esecuzione dei lavori avverrebbe in piena stagione autunnale con costanti interruzioni per via di condizioni meteo che mal si concilierebbero con la presenza di un cantiere aperto. In ogni caso, meglio tardi che mai dicono gli abitanti di recinto Rota convinti che a dare un’accelerazione ad una pratica rimasta a lungo inevasa siano stati gli ultimi drammatici episodi verificatisi tra alta Toscana e Liguria, ma anche alle porte di Matera con quell’auto ghermita dalle acque limacciose del torrente Ciccolocane e quei due corpi forse sepolti da melma e fango che da due giorni forze dell’ordine e volontari stanno disperatamente cercando.

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