I cervelli in fuga, l’impresa e la scuola

MATERA – Chissà quale immagine dell’Italia, della Basilicata e di Matera, ci consegnerà il censimento del 2021. Se lo è chiesto e lo ha chiesto il Segretario Generale della Camera di Commercio di Matera, Federico Sisti, questa mattina, illustrando il convegno dal titolo “Cervelli in fuga”, che avrà luogo lunedì prossimo presso l’ente camerale. Il timore è che venga fuori il profilo di un Paese vecchio e che si confermi sempre di più un antico adagio: l’Italia non ama i suoi giovani. Non confortano del resto i dati che diffondono, ormai quasi quotidianamente, i principali osservatori nazionali ed internazionali, e che continuano a fotografare impietosamente lo stato dei fatti: nel migliore dei casi, il Bel Paese importa braccia ed esporta cervelli, con un saldo marcatamente negativo. Ma c’è di più. Come rilanciato nel corso del Bing Bang della Leopolda di Firenze, i giovani cervelli italiani fuggono altrove, verso quel mondo giovane e vitale che ci ha commissariato ben tre volte nelle ultime settimane, perché qui sono spesso costretti a sgomitare, e invano, contro i cosiddetti pachidermi giurassici, obsoleti e bolliti della politica, dell’impresa e del lavoro, che di fare un passo indietro proprio non vogliono sentir parlare. Non è difficile immaginare che si parlerà anche di questo, nel corso del convegno di lunedì, promosso nell’ambito delle iniziative dei “Sette giorni per 50anni: la Camera di Commercio di Matera e l’Istituto Loperfido, insieme per il territorio”, il cui programma è stato illustrato dal presidente dell’ente camerale, Tortorelli, e dal dirigente scolastico, Duni. Dal 14 al 19 novembre, una settimana densa di appuntamenti, quindi, pensata in concomitanza con la premiazione delle aziende più longeve, per la verità sempre più rare, e il cinquantesimo anniversario del trasferimento del Loperfido, dalla sede in via Riscatto a quella in viale Aldo Moro.

 

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