La Ola chiede di riscrivere il piano dei rifiuti della Provincia di Matera

Un impianto di smaltimento rifiuti

Inceneriamo il piano provinciale e la delibera regionale numero 2208 del 2005, ma non i rifiuti. E’ quanto chiede, nel Materano, l’Organizzazione lucana ambientalista, rivolgendosi all’attuale assessore alle Infrastrutture della Provincia, Gianni Rondinone, sei anni fa – all’epoca del documento succitato – con delega all’Ambiente in Regione. Quella delibera, per la Ola, non è chiara sull’azzeramento delle percentuali di rifiuti da trasformare in combustibili solidi secondari, mentre il Piano provinciale non prevede la centralità del compostaggio verde nella gestione dei rifiuti, di cui Sel, partito dell’assessore, aveva parlato in un convegno a Ferrandina. Insomma si tratta di un Piano tutt’altro che ecologico, che avrà costi economici, sanitari e sociali altissimi e alimenterà solo le aspettative di chi fa affari d’oro coi rifiuti, sostenendo che il css, il combustibile solido secondario prodotto da un impianto di compostaggio grigio da realizzare a Colobraro – lontanissimo dall’area che produce più rifiuti, ovvero quella urbana di Matera – nel quale confluiranno i rifiuti raccolti con metodologia multimateriale in quattro stazioni di conferenza dislocate sul territorio provinciale, sia uguale al compost verde. In realtà il css non risolve, ad esempio, il problema delle discariche: le ceneri prodotte sono solo un terzo del volume dei rifiuti bruciati e si stoccano in impianti per rifiuti speciali pericolosi, al costo di 400 euro la tonnellata. L’umido, poi, con questo metodo, insieme all’indifferenziato, ovvero il 70% del rifiuto totale, finisce con l’essere stabilizzato e reso anch’esso combustibile. Ogni 20 mila tonnellate di  umido, invece – spiega la Ola – negli impianti di compostaggio verde, si producono altrettante  tonnellate di bio-concime e circa 1 megawatt e mezzo di bio-gas. La sola città di Matera, quindi, se avesse un impianto di compostaggio verde alle  sue porte, produrrebbe circa 2 megawatt di biogas, gran parte del fabbisogno elettrico della sua zona artigianale e produttiva. Con questo piano, insomma – sostiene la Ola – la Provincia di Matera pare voler favorire più aziende del settore, e personaggi che ruotano attorno alla politica, che i cittadini. Ecco perché forse è il caso di prendere seriamente in considerazione le osservazioni dell’Organizzazione lucana ambientalista.

 

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