Edilizia convenzionata, Consiglio di Stato riconosce priorità all’Ater

MATERA – Il Consiglio di Stato obbliga il Comune di Matera a rifondere l’Ater di circa 200mila euro, per il mancato accoglimento della sua richiesta di suoli, inoltrata nell’ottobre 2001, per la costruzione di 30 alloggi di edilizia convenzionata nel Peep L’Arco di via Gravina. Ma nel frattempo – sono passati alcuni mesi – della situazione venutasi a creare non si hanno più notizie. A lanciare l’allarme, in un comunicato sono il Sunia, Assocasa, Appc e Apu. Le aree in esame, si legge nel comunicato, nell’aprile del 2002 erano state assegnate, dal Consiglio Comunale, alle cooperative. Quindi il ricorso dell’Ater al Tar, che accolse in parte le sue ragioni, basate sulla necessità di riconoscere una priorità ad un ente pubblico rispetto ai soggetti privati, quali sono anche le cooperative, nell’assegnazione dei suoli di edilizia sociale. Si preannunciano dunque, si legge nel comunicato, nuovi oneri a carico del Comune, se, come tutto lascia presagire, la giustizia amministrativa confermerà il suo orientamento, per i 30 alloggi del Peep L’Arco. Certamente non una buona notizia, né per l’Amministrazione Comunale, né per i contribuenti materani. Alle associazioni degli inquilini la scelta del Comune di escludere l’Ater dalla costruzione di alloggi di edilizia convenzionata non appare oppurtuna. A differenza dei costruttori privati, rincarano, anche per l’edilizia convenzionata l’Ater procede per l’assegnazione degli alloggi, mediante bando pubblico e la formazione di graduatorie, basate su criteri socio-economici. La posizione delle associazioni degli inquilini, si legge ancora nel comunicato, era stata ribadita in una nota resa pubblica alla fine di giugno. Quando si invitava l’Amministrazione Comunale ad accogliere la richiesta dell’Ater di venire in possesso dei suoli per la costruzione di alloggi, per i quali dispone da tempo dei fondi necessari, per far fronte alle richieste di case economiche e popolari, da parte delle famiglie materane. Ma all’amministrazione comunale le associazioni lamentano anche il mancato avvio dell’osservatorio Casa, che dovrebbe costituire un importante momento di partecipazione democratica, per monitorare la domanda e l’offerta di edilizia popolare.

 

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