Borse di studio: ma chi le ha viste?

Camilla Mastrangelo

Matera. Li chiamano effetti speciali, cascate, giochi di luci colorate che aiutano a dimenticare la quotidianità della vita, quindi a sognare giorni più sereni e ricchi di nuove armonie, a riconciliarsi con il lento scorrere dell’esistenza. Effetti speciali che sono fatti anche di belle parole, di buone intenzioni che, una volta pronunciate, restano nel limbo delle cose da fare, degli impegni da mantenere. Percorsi sempre più lastricati di frasi fatte in un forsennato copia e incolla mentre i problemi restano tutti sul tappeto. Esattamente quel che in una lunga lettera riporta la studentessa ferrandinese Camilla Mastrangelo che a Forlì frequenta il primo anno della facoltà di scienze internazionali e diplomatiche. Con buoni risultati, si affretta dire. Da un anno la nostra Camilla è in attesa di ricevere dall’Amministrazione provinciale materana una mini borsa di studio, presumibilmente da 600 euro per quel 100 conseguito alla maturità linguistica un anno fa. “Da allora – dice – aspetto che l’impegno preso dal presidente della Provincia si trasformi in un atto concreto. Speravo con quella cifra di poter far fronte alle prime spese per la mia vita universitaria, invece niente”. Mesi senza risposte fino all’ultimo atto di una storia che l’interessata definisce grottesca e incredibile perchè consumatasi in danno di un gruppo di un centinaio di giovani convinti che studio intenso e preparazione approfondita servono a far scattare per loro adeguati livelli di meritocrazia. Oggi Camilla Mastrangelo, coraggiosa e intrepida ragazza ferrandinese, chiama a raccolta i giovani convocati un anno fa nella sala consiliare della Provincia per far sentire il proprio dissenso nei confronti del presidente Franco Stella e del sindaco di Matera Salvatore Adduce che in quella giornata si impegnarono a sostenere le giovani eccellenze del Materano. “Di quel 27 luglio dell’anno scorso – racconta la ragazza – mi resta un cartoncino colorato ed una medaglia di plastica a ricordo dei miei sforzi durante il mio quinquennio di studio”. Rabbia, amarezza, insoddisfazione, incredulità. Tutto questo si legge nella lettera di Camilla Mastrangelo, studentessa di Ferrandina tradita da una politica fatta di molte parole e pochi fatti. Solo effetti speciali in presenza dei quali giovani determinati e con addosso una gran voglia di fare preferiscono tirare dritto lasciandosi alle spalle quella politica del nulla fatta solo di promesse e parole in libertà.