Staff del sindaco: nel rispetto della legge. La risposta a Pedicini

Matera. Una tempesta in un bicchiere d’acqua. L’assessore comunale al bilancio, Rocco Rivelli, semplifica in questi termini la presa di posizione del consigliere del Pdl, Adriano Pedicini, in ordine a quanto sostenuto circa gli emolumenti aggiuntivi allo stipendio corrisposti ai dipendenti che sono stati chiamati a far parte dello staff del sindaco, in tutto dieci persone. Secondo l’esponente comunale del Popolo delle Libertà ne fanno parte dieci persone che assorbono una spesa annua di circa 27 mila euro. Tanti – sostiene Pedicini – per un Comune che vive un periodo di vacche magre. La replica dell’assessore Rivelli è chiara: “Non c’è alcuno sperpero di denaro pubblico né una gestione clientelare sulla vicenda. La Giunta – chiarisce l’esponente dell’esecutivo municipale materano – ha fatto riferimento a quanto previsto da un’apposita disposizione legislativa datata 2000 che prevede la possibilità di sostituire il salario accessrio con un emolumento unico comprensivo dei compensi per lavoro straordinario”. Quindi – a sentire Rivelli – nessuno straordinario o emolumento aggiuntivo per i dieci dipendenti finiti nel mirino di Pedicini, semmai una soluzione destinata ad ottimizzare il lavoro e a razionalizzare i costi. Capitolo chiuso? Niente affatto perchè Pedicini torna alla carica sostenendo che con la cifra destinata a coprire gli emolumenti dei dieci dipendenti si sarebbe potuto dare spazio nell’organico comunale ad almeno due unità, manna dal cielo per alleviare una disoccupazione giovanile che ha raggiunto livelli insostenibili. Il coraggio di Pedicini nel portare in primo piano il caso, tuttavia, non ha trovato analoga adesione e considerazione nei colleghi dell’opposizione alla Amministrazione provinciale. Stesso partito, anche loro del Pdl, ma proni e supini alle scelte operate dal presidente dell’ente di via Ridola in ordine allo stesso tema. Risultato: tra Comune e Provincia uno sperpero di risorse che poteva essere finalizzato diversamente. Tuttavia con un distinguo: al Comune, Pedicini ha alzato la voce per far sentire la sua protesta, alla Provincia, invece, il silenzio, guarda caso sullo stesso tema, è totale.

 

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