Programma Copes: soltanto 150 gli inclusi a Matera

La conferenza stampa al Comune

MATERA – Come un San Francesco della politica, Salvatore Adduce sarà costretto a parlare ai cani randagi di Matera per spiegare loro che nel bilancio 2011 del Comune potrebbero vedersi ridotte le poste ad essi dedicate, al fine di dirottarle sul sostegno alle fasce deboli della popolazione. Sono soltanto 150, infatti, i nuclei familiari cittadini che nel biennio 2010-2012 potranno usufruire del Copes, il programma europeo di cooperazione ed inclusione sociale che ha sostituito la “cittadinanza solidale” e che risente della riduzione drastica dei fondi statali agli enti locali, secondo quanto affermato da Adduce e dal suo assessore alle Politiche sociali, Antonio Giordano, in una conferenza stampa. Il nuovo programma, infatti, conta su risorse della Regione Basilicata pari a otto milioni di euro, destinati ad una graduatoria composta da 1.361 nuclei familiari, rispetto ai 3.800 del biennio precedente, che potevano contare su risorse per 24 milioni. Quindi, mentre i beneficiari, selezionati per reddito Isee, carico familiare e presenza di diversamente abili e per possesso di casa, cominciano a firmare i primi contratti per attività di formazione in ambito di raccolta differenziata, assistenza e cura e tutela di beni culturali e ambientali, restano fuori, solo a Matera, oltre 500 richiedenti che, ovviamente, ogni giorno stanno facendo sentire le proprie ragioni a Palazzo di Città, per ambire ad un compenso mensile di 300 euro per i nuclei individuali e di 250 pro-capite per quelli familiari. Di loro, pertanto, è difficile non accorgersi, per questo il primo cittadino, oltre a voler coinvolgere la Regione, ha annunciato di voler rivedere lo schema di bilancio 2011 per traghettare fondi da un capitolo all’altro, limando, ad esempio, quelli per la cura dei cani, ora pari a 700 mila euro, o rivedendo i costi sopportati per mantenere circa 200 bambini negli asili nido, pari a un milione e otto, e utilizzarli in attività che possano coinvolgere quelli che spesso si definiscono “ultimi” e che ora entrano a pieno titolo anche nella categoria degli “esclusi”. I tempi, in ogni caso, restano duri e non è detto che nella città con la più bassa pressione fiscale della Basilicata, come dicono gli amministratori, arrivino brutte sorprese tra le tasse da pagare, nonostante le rassicurazioni in senso opposto della passata campagna elettorale.

Ed in merito alla conferenza stampa svoltasi questa mattina al Comune di Matera, è intervenuto il consigliere comunale del PDL, Adriano Pedicini, che già in passato si è occupato della questione. “I tagli alle erogazioni del Governo nazionale agli enti locali c’entrano poco”, ha dichiarato, “perché la riduzione del 80% delle risorse da destinare alla Politiche sociali in Basilicata è decisione esclusiva della Regione che, a febbraio 2010, in periodo di campagna elettorale, annunciò che nel Copes sarebbero rientrati 8 mila beneficiari. Quest’ultimo”, spiega Pedicini, “era un numero sicuramente eccessivo; le previsioni facevano pensare all’inclusione di massimo seimila unità, ma certamente non soltanto di 1361 come è accaduto oggi”.

 

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