Il Sunia torna a battere sul problema dell’edilizia sociale a Matera

Il logo del Sunia

MATERA – Impegnarsi in modo concreto, e con sollecitudine, per dare una risposta tanto attesa alla domanda di edilizia sociale che sussiste a livello locale. E’ tornato a chiederlo, in una nota, il segretario generale materano del Sindacato unitario degli Inquilini e degli Assegnatari, Franco Casertano. Il suo assunto di partenza è legato al mutamento delle esigenze abitative nel corso degli anni: sono diventate sempre più complesse per composizione sociale e livelli di reddito, piuttosto che per modelli di mobilità e qualità urbana ed edile. Per questo, mentre dai Palazzi si annunciano fantasmagorici piani casa, scrive Casertano, sul territorio lievitano i prezzi degli affitti e diminuiscono i contributi pubblici per gli stessi; le famiglie in graduatoria per una casa popolare, a Matera, superano le seicento unità e, da cinque anni, sono in costruzione soltanto ottanta alloggi, mentre l’Ater si dice in attesa di aree edificabili dal Comune per impiegare sessanta milioni di euro in edilizia sociale, che a breve potrebbero essere dirottati altrove. Intanto, denuncia Casertano, l’Osservatorio Casa al Comune di Matera, sostenuto tanto dal Sunia quanto da diverse associazioni cittadine, stenta a decollare per inerzia politica. E si ritorna al punto di partenza: secondo il Sunia occorre prestare attenzione al problema degli affitti ed al piano di edilizia abitativa agendo su tre fronti: aumentando in modo consistente e strutturale l’offerta di alloggi a canoni sostenibili; sostenendo il reddito delle famiglie più deboli attraverso i contributi sull’affitto e riformando il regime delle locazioni prevedendo anche un sostegno fiscale agli inquilini economicamente deboli.

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