Vicenda Tinchi, le ultime evoluzioni

Più di trenta. Trentacinque per l’esattezza con la giornata di oggi. Sono i giorni trascorsi dall’inizio delle attività di mobilitazione della cittadinanza a difesa del presidio ospedaliero di Tinchi. Sono infatti proseguite ieri, con la distribuzione gratuita di pettole e focacce donate dai Panifici di Marconia e continueranno oggi con la prima manifestazione politica pubblica e la prevista partecipazione, fra gli altri, del PDL Regionale. Quella a difesa dell’ospedale di Tinchi è innanzitutto una storia di passione, attaccamento al proprio territorio e di attivismo. A cominciare da quelli che attivisti e manifestanti definiscono i 100 kilometri di passione, percorsi a piedi il 26 e il 27 luglio scorsi, da Tinchi a Potenza, per portare direttamente nel capoluogo e dinanzi alla massima assise regionale, le ragioni della protesta. Quello di Tinchi è un ospedale distrettuale importantissimo. Ha servito per trent’anni un bacino di utenza oscillante fra le 50mila unità invernali e le oltre 300mila estive. E quello che sta succedendo, sottolineano i comitati promotori della protesta non è colpa di Tremonti o dei tagli alla sanità del Governo Berlusconi. La chiusura dell’ospedale, sottolineano, fa parte di una strategia di lungo corso, mirata ad indurre all’emigrazione forzata delle popolazioni di origine di questi territori. Alle otto di sera del 27 luglio scorso, fanno sapere gli attivisti, ricordando i sacrifici affrontati nella interminabile marcia sulla Basentana, e nel corso della lunga attesa davanti al Palazzo della Regione, la maggioranza di Governo della Regione Basilicata, ha bocciato le due sole mozioni che avrebbero restituito almeno in parte i servizi e i reparti dell’Ospedale di Tinchi, dimostrandosi ancora una volta, sottolineano, autarchica ed autoritaria. Per il capogruppo in consiglio regionale del PD, Vincenzo Viti, il modello più utile, da adottare anche sulla delicata vicenda di Tinchi, è quello del confronto.  L’impegno che abbiamo chiesto alla Giunta – ha dichiarato Viti, nei giorni scorsi – è di definire l’ospedale di Tinchi come una risorsa strategica e raccordare la funzione del presidio a quello di Policoro, di Matera, di Tricarico e di Stigliano, chiamati ad assolvere ad una significativa funzione di centri di riferimento dell’assistenza ospedaliera nell’area della cronicità.

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