Associazioni e movimenti contro il centro storico “occupato”

Piazza Duomo "occupata"

MATERA – Disordine, anarchia, fonte di rischio per i pedoni ma soprattutto deturpazione di uno scenario unico: che Matera si presenti agli occhi dei visitatori come un angolo di mondo mozzafiato è acclarato, ma diventa sempre più tristemente evidente il fatto che a non rendersene più conto sono proprio i Materani. Questa volta, però, non si parla dell’immondizia ormai diventata elemento di arredo urbano, ma dei veicoli di ogni tipo che quotidianamente affollano le zone a traffico limitato del centro storico, a volte percorrendole anche a velocità sostenuta prima di sostarvi. Il fenomeno è stato osservato con attenzione da quattro realtà associative materane, il gruppo B.R.I.O. , Sassi & Murgia, Movimento 5 Stelle Basilicata e L.I.D.A. , che hanno fatto rapporto al sindaco Adduce ed all’assessore comunale competente, Pistone, chiedendo interventi rapidi per evitare che si verifichi ancora e per far sì che il centro storico ritorni al suo stato originario mediante un processo di pedonalizzazione al pari di altre città d’arte italiane, come ad esempio accaduto in via Ridola. Allo stato attuale piazze celeberrime come quelle delle chiese di San Pietro Caveoso e Barisano, di San Giovanni Battista e del Duomo, cui si aggiungono piazza Sedile e piazzetta Bracco e tutti i Sassi, sono esclusivamente utilizzate come aree di parcheggio selvaggio ed indiscriminato in cui la tendenza a trasgredire è incentivata dall’assenza di controlli e dall’indifferenza di cittadini e istituzioni. Barriere elettroniche mobili a scomparsa, quote dei parcheggi coperti presenti sul piano riservate ai residenti di queste aree, un servizio regolare di trasporto pubblico nei Sassi, dove il traffico veicolare potrebbe tornare a senso unico ed essere controllato nei week-end, sono misure ampiamente sperimentate in altri siti, che potrebbero tornare utili alla soluzione di questo increscioso problema, affinché i titoli di città d’arte, di Patrimonio dell’Umanità e candidata a Capitale europea della Cultura non risultino solo etichette vuote. C’è da augurarsi, inoltre, che alle questioni in oggetto non si ovvi con la repressione indiscriminata e cieca, e poco razionale, come quella messa in atto nei giorni scorsi con l’ordinanza anti-bevande alcoliche e non con la quale, per l’incivile menefreghismo di qualche gestore di locale, si è finito col penalizzare anche chi ha sempre lavorato rispettando le regole.

 

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