E’ Unicamente lucano il Pane di Matera Igp

Matera. Un prodotto sano, genuino, ma soprattutto 100 per cento lucano: è questa la sfida vinta dal “Consorzio Pane di Matera IGP” dopo nove anni di intensa attività. Una filiera unicamente lucana dalla coltivazione e molitura dei grani, impasto delle semole, alla lavorazione e cottura del pane. E’ stata ufficializzata due giorni fa, infatti, la vendita del pane “unicamente lucano” , così i materani potranno apprezzare un prodotto di elevata qualità e garantito per origine e lavorazione. Ma l’intenzione del Consorzio Pane di Matera IGP è quella di continuare ad esportare il marchio “Made in Lucania”, attraverso un prodotto di largo consumo, simbolo del nostro territorio. Un’importante vetrina è quella delle manifestazioni fieristiche e il prossimo appuntamento sarà proprio il Salone del Gusto di Torino. Il riconoscimento ufficiale del valore e dell’importanza del pane di Matera  quale elemento di promozione e valorizzazione del nostro territorio risale ad una delibera del Consiglio Comunale del 25 febbraio del 1980. Allo scopo di tutelare e valorizzare questo prodotto, nel 2001 è nato il Consorzio di Tutela del Pane di Matera, costituito da un gruppo di giovani produttori e imprenditori, panificatori da generazioni. Grazie al loro impegno nel 2008 il pane di Matera è stato riconosciuto dalla Commissione Europea con il marchio IGP – Indicazione Geografica Protetta. Seguendo un rigoroso disciplinare di produzione i membri del Consorzio sono intervenuti sull’intera filiera, con il pregiato grano Cappelli e il lievito madre, fino ad arrivare nel 2010 ad ottenere un prodotto “Unicamente lucano”. Dalle analisi condotte sulla miscela di grani è emerso inoltre che il pane di Matera è anche salubre e sicuro dal punto di vista dei contaminanti chimico – fisici. Le ricerche hanno interessato il gruppo dei metalli pesanti e delle micotossine tipiche del grano, considerate le “molecole naturali” più velenose e cancerogene in assoluto. Il presidente del Consorzio Massimo Cifarelli ha tenuto a sottolineare che “questo nuovo risultato raggiunto vuole rappresentare la rivincita del territorio sulla globalizzazione, la rivalsa della qualità sull’omologazione del gusto e la vittoria delle aziende lucane suo luogo comune dell’incapacità di fare sistema”.