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Pallante a Matera per sviluppo e decrescita

Maurizio Pallante

MATERA – “No allo sviluppo, sì alla decrescita”: l’affermazione può apparire contraddittoria, ma chi venerdì scorso ha seguito il discorso di Maurizio Pallante, nella sala conferenze della Mediateca provinciale di Matera, ha capito che non lo è. Il noto saggista romano, già consulente del Ministero dell’Ambiente per l’efficienza ed il risparmio energetico e membro del Comitato scientifico della campagna “M’illumino di meno”, è stato invitato a Matera nell’ambito degli incontri tematici promossi dalla civica “Matera a cinque stelle” e dall’associazione “Qui Matera Libera”. In buona sostanza la tesi di Pallante, supportata da esempi pratici, è che per una buona qualità della vita di una nazione non è necessario che ne cresca il Prodotto interno lordo. Eloquente, ai fini della comprensione del concetto, è il caso dei medicinali: il Pil di un paese aumenta in modo direttamente proporzionale alla loro vendita, che però è al tempo stesso indice di cattiva salute della comunità. Stessa cosa accade con la benzina: più traffico c’è in città, più benzina si consuma, più aumenta il Pil, ma ne risente l’ambiente e, come nel primo caso, la salute dei cittadini. Pallante, poi, si è soffermato sul tema delle energie pulite e dello sviluppo collegato della bio-edilizia. Le energie alternative oggi sono a portata di tutti ed ognuno, nel suo piccolo, può contribuirne alla diffusione, senza ricorrere alle multinazionali. E’ il caso dell’eolico, tendenzialmente ancora improntato sull’utilizzo di pali in cemento alti oltre cento metri, che funziona anche con pali di due metri, più che accessibili e capaci di produrre 1 kw/h di energia. Sul termico le opportunità sono ancora più evidenti, soprattutto se si rapporta l’Italia ad altre realtà europee. Per riscaldare una casa nella penisola occorrono circa 21 litri di gas, 14 in più della Germania: la chiave di volta è costituita dalle tecniche isolanti, che permettono un risparmio che può arrivare fino al 90% degli standard attuali. Ecco perché, questa la conclusione cui è giunto Pallante, in Italia i piani regolatori dovrebbero conoscere una pausa sabbatica che permetta la ristrutturazione delle costruzioni esistenti secondo queste nuove tendenze che portano un duplice vantaggio: risparmio e creazione di nuove figure professionali ad esse dedicate, con una ricaduta reale e pulita sul Pil del Belpaese.

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