I lavoratori “Carrefour” scrivono ai parlamentari lucani

La protesta dei dipendenti Carrefour a Matera

La protesta dei dipendenti Carrefour a Matera

MATERA – Mancanza totale di un confronto trasparente sul futuro. E’ questa, sostanzialmente, la nuova difficoltà che devono affrontare i 132 lavoratori “Carrefour”, sospesi nel limbo del passaggio di proprietà dal gruppo francese a “Coop Estense”, in un contesto economico caratterizzato da una crisi più che profonda. Un futuro, quello di dipendenti e relative famiglie, sul quale potrebbero contribuire a far luce anche i parlamentari lucani, ai quali è stato chiesto di intervenire con un’interrogazione parlamentare. La trattativa, infatti, resta nazionale, considerato che gli ipermercati in cessione, oltre a quello di Matera, si trovano a Bari ed a Brindisi. I Materani prendono spunto da alcune dichiarazioni rilasciate a metà luglio dall’amministratore di “Coop Estense”, Mario Zucchelli: “viviamo nel territorio e siamo fortemente radicati, quindi, se ci sono problemi sociali gravi come quelli legati all’occupazione, è nostro dovere occuparcene. La visione della cooperativa è legata alla solidarietà (…), ci sono centinaia di posti di lavoro in discussione e noi proveremo a salvarli insieme alla produzione locale”. Tutt’altro, scrivono i dipendenti “Carrefour” materani, rispetto a quanto manifestato nell’incontro del 9 settembre a Roma, nel quale “Coop Estense” ha espresso da una parte la volontà di ricorrere alla CIGS per le figure e per i profili professionali che non ritiene attualmente utili, circa il 50% dei lavoratori, e dall’altra l’intenzione di procedere a nuove assunzioni di personale part-time. Una ristrutturazione dei punti vendita, a spese degli attuali lavoratori, basata sul cosiddetto “lower cost”, ovvero mirata all’abbassamento dei costi, tipica di strutture in crisi di fatturato come non è quella di Matera rispetto alle altre due pugliesi. In dieci anni di apertura, l’ipermercato di Venusio non ha mai vissuto momenti di crisi. Ne deriva che il ricorso ai tagli da attuare, scrivono, è un pretesto per mettere in campo politiche di totale flessibilità sul personale, che però vuole discutere senza nessun pregiudizio le prospettive del punto vendita. Ecco perché, in conclusione, gli stessi chiedono maggiore responsabilità e maggior impegno da parte di tutti, al fine di una migliore e più rapida soluzione della vertenza.

 

Share Button