Matera. Il “grande freddo” dei contenitori culturali: Lisbona chiede un “tavolo delle imprese culturali”

Francesca Lisbona - Incompagnia

Francesca Lisbona – Incompagnia

MATERA – Il caso “scoppia” in occasione del concerto di Enrico Ruggeri dello scorso martedì, all’interno di un Cine-Teatro Duni a dir poco gelido.

Quello del freddo nei luoghi deputati alla produzione e fruizione culturale della città, i cosiddetti “contenitori culturali” è un tema sul quale puntualmente la comunità locale torna a discutere.

A leggere i commenti nel Social Network il problema è diffuso, e riguarderebbe sia le strutture pubbliche che quelle private. Da un lato ci sono i gestori, che devono fare i conti con le sale vuote che spesso scoraggiano l’accensione del riscaldamento, dall’altro i cittadini che hanno pagato un biglietto e rivendicano il diritto ad assistere comodamente allo spettacolo.

Alla fine dello scorso anno il sindaco Adduce ha proposto la costruzione di un nuovo “contenitore culturale”, un Teatro che segnerebbe un altro punto qualificante nel percorso ambizioso di candidatura a capitale culturale europea della città. Non pochi però pensano che il problema sia di altra natura o quantomeno lo affrontano da un altro punto di vista.

Perché non dedicare energie e risorse per far funzionare bene quelli esistenti? Perché non ci si preoccupa dei contenuti prima che dei contenitori? lo sintetizza bene l’attore Antonio Andrisani, che su Facebook è uno tra i più apprezzati leader d’opinione: “lamentarsi del freddo nei teatri in cui non ci sono spettacoli teatrali e’ come avere il piatto vuoto e lamentarsi di non avere la forchetta”.

E ieri si è aggiunta al coro delle opinioni, anche la voce di Francesca Lisbona, animatrice culturale materana (presidente dell’Associazione Incompagnia) che prende “carta e penna”, scrive una lettera aperta e ci ricorda che il problema è più antico di quanto non si creda:

“Scoppia il caso dei teatri gelati? Se fosse davvero così dovremmo dire che prima del ‘caso’ ci siano stati climi migliori, ma non è così. Sono trent’anni che i contenitori culturali della città non sono adeguati ad accogliere nella minima decenza pubblico ed artisti. Si ricordano paradossalmente più le eclatanti rimostranze (Gabriele Lavia, ad esempio, oltre vent’anni fa) che le loro esibizioni. Di fronte a questo lungo tempo, se vogliamo che finalmente cambino le cose, dobbiamo ammettere la crisi cronica del sistema culturale materano ed affrontarla una volta per tutte con le dovute cure, a prescindere, ripeto: a prescindere dall’ingresso di Matera nella short list 2019”.
Per la Lisbona i demeriti sono anche della “variegata realtà associazionistica cittadina” che finora non è stata in grado “di presentare progetti unitari al Comune, lasciando che prendesse piede l’improvvisazione”

E paragona i contenitori deputati alla cultura e all’intrattenimento alle stanze di una casa. E la nostra comunità, avrebbe, sempre secondo la Lisbona, preferito in questi ultimi trent’anni altri ambienti quali “la cucina e le camere da letto” (rispettivamente pizzerie e Bed and Breakfast) al salotto e camere per bambini, ovvero ai cinema e teatri che non curati hanno reso la casa “impraticabile e priva di calore”.

L’appello finale è ad una riflessione seria sulla crisi cronica del “sistema culturale materano” e al sindaco affinché convochi intorno ad un tavolo le imprese culturali per iniziare una nuova fase che scongiuri altri trent’anni di gelo culturale.”

AGGIORNAMENTO

Con una nota diramata nel pomeriggio di oggi il gestore del Cine-Teatro Duni specifica che

“Prima dello spettacolo è stata accertata la rottura dell’impianto di riscaldamento e poichè non era possibile garantire una riparazione in tempi rapidi ho fatto installare un impianto di riscaldamento provvisorio a pompa sostenendo un costo aggiuntivo di 600 euro. Quindi ho fatto il possibile per contenere al massimo i disagi determinati da una temperatura piuttosto rigida che si è registrata durante la serata del concerto a Matera”