Successo per la prima de “I la zìt còm si iacch…”

La compagnia Sipario

La compagnia Sipario

Matera. Damiano padre di famiglia la cui preoccupazione è esclusivamente quella di garantire un futuro ai propri figli cade perché qualcuno durante la notte ha tolto il banchetto dai piedi del letto, molto alto cosi come si usava un tempo…ovvero nel 1948 quando era possibile per un folletto, il monacello, divertirsi intrecciando le code degli asini e soffocando per qualche istante il respiro durante il sonno. Ma erano tempi in cui gli anziani venivano accuditi amorevolmente dai propri figli e la famiglia condivideva difficoltà e piccole gioie con le vicine di casa esperte non solo di cucina ma spesso anche di medicina popolare ed arti magiche, come la formula per guarire da un forte spavento o alleviare un mal di testa. La cultura popolare protagonista del palcoscenico ieri sera per il nuovo successo della compagnia sipario “I la zìt còm si iacch… ” ovvero la frase di finale del contratto stipulato prima del matrimonio fra le famiglie degli sposi. Un vero e proprio studio scritto da Bruno Francione che ricostruendo momenti di vita quotidiana dell’epoca non ha tralasciato davvero nessun dettaglio dai costumi alle scenografie fedeli, dalla musica tradizionale agli utensili , dai detti ai canti funebri con la tavola imbandita e la musica trait d’union dell’intera sceneggiatura. Non una singola interpretazione da lodare ma un gruppo di attori cresciuto e maturato nel coso degli ultimi due anni evidentemente coeso che al Duni ha regalato sorrisi e guadagnato applausi a cui va riconosciuto il merito di impegnarsi per la salvaguardia della cultura orale quella che non ha lettere maiuscole e non sale in cattedra. Si replica sempre a teatro Duni il 29 dicembre ed il 17 gennaio alle 17:00.