A Matera il concerto di Dalla e De Gregori

Matera. Dalla è quello più stravagante, De Gregori quello più intimista. Già da soli sono abili nell’emozionare, insieme arrivano in fondo al cuore. Questo era già evidente trent’anni fa, all’epoca dell’esperienza “Banana republic”, ed oggi è ancor più un dato di fatto con il “Work in progress tour”. I due cantautori si sono esibiti ieri sera, a Matera, alla Cava del Sole, per una data attesa ancor più dopo il rinvio di un giorno a causa della pioggia estiva. Evidentemente amici, se pure sostengano di vedersi quasi mai, straordinariamente sintonici e affini sul piano musicale, abili animali da palco ma sempre autoironici e coinvolgenti anche nei momenti più sperimentali, Dalla e De Gregori non si sono risparmiati regalando agli spettatori due ore e tre quarti di grande musica con una scaletta di trenta brani che, se si escludono qualche canzone scritta ad-hoc a quattro mani ed una rivisitazione della celeberrima “Just a gigolò”, è impossibile non conoscere quasi a memoria, che si tratti del repertorio dell’uno o dell’altro. “Anna e Marco”, “I muscoli del Capitano”, “La leva calcistica del ’68”, “La storia siamo noi”, “Nuvolari”, “Viva l’Italia”, “Piazza Grande”, “L’anno che verrà”, “Rimmel”, “La donna cannone” e “Caruso”, ad esempio, non hanno bisogno di presentazioni. A questi vanno aggiunti ulteriori momenti interessanti per la contaminazione reciproca che Dalla e De Gregori si regalano in termini di stile e di canto, reinventando capolavori meno pop come “Disperato erotico stomp”, “Futura” o la stessa “Buonanotte fiorellino”, insolita in chiave rock-blues. E alla fine del concerto, nonostante la durata notevole, dispiace sentire De Gregori che dice al pubblico “rompete le righe”, dispiace lasciarli, dispiace capire che la serata è finita, dispiace rendersi conto che artisti del genere, in Italia, oggi nel “mainstream” non ce ne sono più, per qualità musicale e per potenza evocativa dei testi. I nostri “amici” non sono quelli di Maria De Filippi, ma quelli come Dalla e De Gregori: questo già lo sapevamo ma da ieri sera ne abbiamo ulteriore conferma.