A Pescopagano la presentazione del libro: Il carbone bianco in Basilicata

Illustrazione di copertina del volume

Illustrazione di copertina del volume

PESCOPAGANO – Venerdì 7 marzo 2014, alle ore 17,30, nella Sala Convegni della Fondazione G. Orlando, a Pescopagano, sarà presentato il volume di Camillo Naborre Il carbone bianco in Basilicata. L’esperienza nittiana di Girolamo Orlando, pubblicato nella Collana Il Mezzogiorno della Deputazione Lucana di Storia Patria.

Dopo i saluti del sindaco di Pescopagano Giuseppe Araneo e, per la Fondazione Girolamo Orlando, del dirigente scolastico Anna Maria Filomena Pinto, interverranno i proff.: Antonio Lerra (Università degli studi della Basilicata, Presidente della Deputazione Lucana di Storia Patria), Ettore Bove (Università degli studi della Basilicata), Giampaolo D’Andrea (Università degli studi della Basilicata), Ignazio Mancini (Università degli studi della Basilicata, Direttore della Scuola di Ingegneria), Paolo Augusto Masullo (Università degli studi della Basilicata, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane), Michele Perniola (Università degli studi della Basilicata, Direttore della Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali), con Considerazioni conclusive del Magnifico Rettore dell’Università degli studi della Basilicata, prof. Mauro Fiorentino, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Girolamo Orlando, e del Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata Piero Lacorazza. Coordinerà i lavori il responsabile della Redazione RAI della Basilicata Oreste Lo Pomo.

Un volume, questo di Camillo Naborre, ha scritto, tra l’altro, nella prefazione il Presidente della Deputazione Lucana di Storia Patria, prof. Antonio Lerra, «che risulta, nel suo insieme, un apporto di significativa valenza in direzione del recupero, della valorizzazione e della fruibilità di elementi caratterizzanti il profilo storico-identitario di Pescopagano e del suo territorio tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima del Novecento e, in tale quadro, per la portata e l’incidenza di progettualità e di pratiche attuative modernizzanti, in larga parte riconducibili all’iniziale spinta propulsiva, innovativa e riformista, di marca nittiana».