Dalla civiltà dei Comuni al Capitalismo aggressivo, fra conquiste e rinunce

MATERA – Il segreto di una Lamborghini? Lo stesso di una donna di 29 anni, matura abbastanza ma ancora giovane, in grado pertanto di affascinare 20enni, 30enni e quarantenni. È il mondo dell’automobile e la sua storia quello a cui attingono i ricordi di Vittorio Di Capua e non potrebbe essere altrimenti. Materano illustre, laureato in legge a Napoli nel 54, Di Capua è stato Direttore Esportazione e Direttore Generale Commercile Fiat Auto, gestendo nel corso della sua brillante carriera circa 40 aziende finanziarie dislocate in tutto il mondo. Luca Cordero di Montezemolo è stato uno dei suoi dipendenti. Ma non è della carriera di Montezemolo  che si è discusso, ieri presso la sede del Circolo Culturale La Scaletta, ma del libro “Innocenza, repressioni, conquiste”. Nel quale, con uno stile asciutto, efficace ed intenso, Di Capua traccia attraverso la vita di una piccola donna materana, Titina, la storia stessa del nostro Paese, da Mussolini alla conquista della democrazia, sino ad oggi. Una sorta di biografia trasposta, fatta di emozioni, repressioni e conquiste che sono, alla fine, le stesse del suo autore. Che non nasconde la sua nostalgia per la civiltà dei comuni, proprio lui che ha visstuto ogni esperienza di quello che ha definito il Capitalismo aggressivo degli Agnelli e della General Motors. Cosa rimane oggi di questa frenetica corsa all’evoluzione? Di Capua non ha dubbi. Siamo un popolo di cittadini maleusati e sconfitti, vittime di un sistema mafioso tentacolare, e non solo.