Fernando Arrabal quarant’anni dopo il film (e i suoi graffiti) nei Sassi di Matera

Albero di GuernicaIl regista spagnolo è tornato a Matera per ricordare quei tre mesi trascorsi in città per girare il suo “albero di Guernica”. I Sassi, su suggerimento di Pier Paolo Pasolini, come ha ricordato l’artista spagnolo, furono trasformati in un angolo di quella Spagna tormentata dalla guerra civile che portò alla lunga dittatura franchista.

Primo film di un regista straniero realizzato a Matera, l’albero di Guernica tratteggia una delle pagine più sconvolgenti di una Spagna travolta dalla ferocia di una guerra fratricida con i Sassi a farne da macabro sfondo. Arrabal picchiò duramente sull’aspetto scenografico fino al punto da imbrattare molti angoli del Caveoso con scritte inneggianti alla democrazia e contro la dittatura. Quei graffiti sono stati a lungo presenti nel cuore della vecchia Matera, mai rimossi né dal regista né dalla casa produttrice del film.

Quarant’anni dopo, però, nessuno ha ricordato all’artista spagnolo l’affronto fatto alla città: né gli amministratori comunali in carica né il responsabili della film commission di Basilicata che per la verità con quel passato c’entrano ben poco. A dirlo, tuttavia, sarebbe bastato poco e chissà, forse, Arrabal avrebbe pure pronunciato parole di scusa. Niente.

L’artista spagnolo è venuto, si è preso applausi, strette di mano e abbracci, poi è ripartito con quella ferita ancora aperta per Matera, tradita e violentata da una scenografia mai rimossa alla faccia della cultura e di chi la usa per garantirsi successi e postume considerazioni.