La nuova scoperta di Pompei come volano anche per l’archeologia lucana

La nuova scoperta agli scavi di Pompei di una tomba con resti umani mummificati e una importante iscrizione in lingua greca, come volano per l’archeologia lucana. E’ la suggestione del Centro Studi Turistici Thalia, che guarda con fiducia al rilancio della fruizione del patrimonio archeologico lucano.

L’ultima straordinaria scoperta del Parco Archeologico di Pompei, una tomba unica con un corpo semi-mummificato, è l’occasione per programmare il rilancio della fruizione del patrimonio archeologico lucano, scrollandosi di dosso l’ “anno nero” 2020 e guardando con maggiore positività e fiducia al futuro.

E’ l’indicazione del Centro Studi Turistici Thalia che rielaborando su scala regionale i dati del Ministero Beni Culturali ricorda che un visitatore su due di istituti culturali (musei, monumenti, aree archeologiche, ecc.) in Basilicata sceglie un museo e un’area archeologica.

In totale nei 18 musei-siti archeologici,ecc. (9 in provincia di Matera e 9 in quella di Potenza), 13 a pagamento e 5 gratuiti, nello scorso anno i visitatori sono stati 110mila, di cui 60mila non paganti, con introiti per 126 mila 500 euro.

Nessun confronto con i 600mila paganti del Parco di Pompei e i 6 milioni di incasso.

Al primo posto Museo-Parco Archeologico-Tavole Palatine di Metaponto con 36 mila visitatori, seguito dal Museo di Melfi con 16mila, Museo e Parco Archeo Siritide a Policoro con 15 mila e Area Archeologica e Museo di Venosa con 11 mila. Le Tavole Palatine di Metaponto sono il monumento più visitato (14mila). Pesante il raffronto con il 2019: -70,8% di visitatori e -52,8 di introiti. Del resto tutta la filiera delle attività culturali e turistiche esce con le ossa rotte dall’anno terribile della pandemia.

Poi ci sono i dati del recente Rapporto annuale di Fondazione Symbola e Unioncamere (“Io sono Cultura 2021”), sono impietosi: complessivamente il Valore Aggiunto del Sistema Produttivo Culturale e Creativo nella nostra regione raggiunge i 380 milioni di euro (il 3,7% dell’intera economia) e segna il 9,9% in meno rispetto al 2019. L’arretramento più forte tra le regioni italiane subito dopo la Toscana. Gli occupati 8.300 nell’intera filiera (il 4% del totale e il 3,7% in meno in un anno).

Un primo strumento di rilancio del turismo culturale (e in generale dell’offerta turistica lucana) è il progetto “P.A.R.T.I Basilicata! Piano di Azione per la Ripresa del Turismo in Basilicata” dell’importo complessivo di 4,5 milioni, predisposto dal Dipartimento Attività Produttive e approvato dalla Giunta e affidata per la prima tranche di spesa (2,5 milioni) all’Apt.

Esso è finalizzato al rilancio della filiera turistica lucana con azioni da porre in essere già nel corso di questa stagione turistica e rispondenti alla esigenza di: migliorare la conoscenza del settore (analisi del mercato, consistenza e analisi del settore e della sua “economia, comportamenti e preferenze del turista) ; consentire la messa a valore di risorse attualmente sottoutilizzate o non fruibili migliorando la connessione tra le aree “forti” e le aree interne, ovvero quelle dove è presente un prodotto che risponde più facilmente alle aspettative di poco affollamento e alle principali preferenze di viaggio per l’anno in corso; integrare l’offerta territoriale per favorire la distribuzione dei flussi intraregionali; stimolare le aggregazioni dell’offerta anche su specifici progetti o tipologie di prodotto; qualificare e potenziare la visibilità del brand Basilicata con iniziative di promocommercializzazione digitale per consentire la connessione delle persone, delle organizzazioni, dei mercati.

Nello specifico della filiera del turismo culturale la proposta progettuale è coerente ed efficace in relazione alla strategia regionale di ripresa e consolidamento del posizionamento dell’immagine della Basilicata e della sua offerta turistica conseguita negli ultimi anni, grazie anche all’esperienza di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 ed è, altresì, finalizzata ad assicurare la presenza qualificata del turismo regionale sui mercati nazionali ed internazionali della domanda turistica.

Intanto sono previsti interventi per migliorare l’accessibilità e la visita al nostro patrimonio culturale; la realizzazione di una “card”, un sistema di bigliettazione unica per l’accesso ai siti; azioni di promozione presso gli aeroporti.

Al centro c’è il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, ovvero tutte quelle attività economiche che producono beni e servizi culturali, ma anche tutte quelle attività che non producono beni o servizi strettamente culturali, ma che utilizzano la cultura come input per accrescere il valore simbolico dei prodotti, quindi la loro competitività.