Cultura. A trent’anni dall’inaugurazione, riaperto il Museo Archeologico Nazionale di Venosa (PZ)

A distanza di trent’anni dalla sua fondazione, riaperto al pubblico, con un rinnovato allestimento espositivo, il Museo Archeologico Nazionale di Venosa, ospitato nel camminamento del castello di Pirro del Balzo e dedicato all’archeologo Mario Torelli di recente scomparso.
Multimedialità e accessibilità al centro del progetto, iniziato nel 2018 e proseguito in piena pandemia, coinvolgendo circa 800 metri quadrati di spazio, disposti in 6 aree cronologiche.

Il visitatore – è emerso nella cerimonia d’apertura – è attore protagonista della propria storia: dalla colonia latina risalente al 941 a.c., all’età imperiale, Alto Medioevo fino al mondo rinascimentale. Obiettivo raggiunto in equipe grazie all’allestimento della già Direttrice del Polo Museale di Basilicata, Marta Ragozzino, avvicendata da Anna Maria Mauro.
Intervenuti all’evento, tra gli altri, il governatore Vito Bardi, tra gli altri, il Sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni, e il Direttore generale dei musei, Massimo Osanna.

“Ripartiamo dalla cultura e lo facciamo insieme, un messaggio anche ai giovani per investire nell’industria turistica” – ha detto Bardi.
“Il ministero – ha rimarcato la Borgonzoni – investirà tantissimo sulla Via Appia tramite il PNRR, un dovere nei confronti di luoghi come Venosa e di una regione bellissima che è la Basilicata, per farsi conoscere sempre più e meglio”.

 

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