A Matera l’artista giapponese contemporaneo Kengiro Azuma

kengiro azumaMATERA – Il Giappone è un paese che da sempre ha esercitato grande fascino sulla cultura occidentale. A mettere in contatto l’Italia col Paese del Sol Levante, ci sono alcune personalità, forse sconosciute al grande pubblico, ma in realtà sempre presenti nei pensieri di chi vive con consapevolezza e qualità il proprio tempo. Kengiro Azuma, nato, come lui stesso ha ricordato, questa mattina, ospite del Museo della Scultura Contemporanea, a Matera, da una famiglia di artigiani fonditori del bronzo, che fondevano le campane dei templi, i portaincenso e i portacandele, rappresenta una testimonianza vivente di questo profondo legame fra le due culture. Sul finire del secondo conflitto mondiale, ha spiegato ancora Azuma, quando lui stesso vestiva i panni del Kamikaze e credeva profondamente all’identità semi-divina del suo imperatore, fu colto da una profonda crisi. Sarebbe morto anche lui, se solo la guerra fosse durata una settimana in più, e, in fondo, l’imperatore non era altro che un uomo in carne ed ossa come gli altri. A soli 21 anni, decise quindi di dedicarsi, serenamente, all’arte. Per essere artista, ha detto ancora Azuma, ci vuole manualità, come l’artigiano. E allo scultore spetta il compito di rendere visibile anche ciò che è, di fatto, invisibile.  All’artista giapponese contemporaneo, sarà dedicata la mostra antologica di scultura che il circolo culturale “La Scaletta” organizzerà a Matera nel 2010, nelle chiese rupestri di San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtù e presso il Museo di Scultura Contemporanea. Kengiro Azuma interpreta, perfettamente, la filosofia Zen, degli opposti: visibile ed invisibile, freddo e caldo, bene e male. Della città di Matera, che ha visto per la prima volta, questi giorni, lo ha colpito l’impronta degli antenati.