1’maggio con Varoufakis, le mamme di Aldrovandi e Arrigoni e Amnesty per Regeni

imageNella carica dirompente di Piero Pelu’, nell’esibizione esplosiva e ipnotizzante degli Afterhours, nelle voci di Nicolò Fabi, di Daniele Silvestri e di tutti gli altri. Negli interventi delle donne che lottano contro le mafie, come il sindaco di Lampedusa Giusy Niccolini e, ancora, nel grido di Luigi Leonardi, imprenditore testimone di giustizia sotto scorta. È in tutto questo, e non solo, che hanno trovato espressione le decine di migliaia di tarantini al Concerto del Primo Maggio. Si’, perché l’evento è ormai da quattro anni il segno forte ed eloquente della sete di libertà di una città che ne sopporta davvero troppe. Tra due mari e due culture: l’industria e la Marina Militare. E con due diritti violati: quello alla salute e al lavoro. Ne ha parlato il direttore artistico del concerto Michele Riondino, e con lui i conduttori Andrea Rivera, Valentini Petrini e Valentina Correani.

Sul palco anche le testimonianze di Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldrovandi, il 18enne ucciso nel 2005, ed Egidia Beretta, mamma di Vittorio Arrigoni, il giornalista ammazzato nel 2011 a Gaza. A Taranto, poi, una delegazione di Amnesty per Giulio Regeni. E, ancora, il collegamento con Varoufakis: “Il futuro dell’Europa e del Mediterraneo consiste nel combinare l’industria, la tecnologia, l’ambiente e il lavoro. Si deve creare poi un network delle città di sinistra da Valencia a Barcellona a Taranto”. E proprio su Taranto, in particolare, “non si può scegliere tra salute e lavoro. Oggi ci sono le tecnologie e le capacità per evitare che questo accada”.

Per gli organizzatori ed il Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti c’erano 200mila persona al Parco delle Mura greche. Si attende nelle prossime ore il dato ufficiale. Di fatto neppure il maltempo ha scoraggiato i giovani. Anzi, afferma Riondino: “La pioggia ha reso solo tutto più rock”.

image image image image image image image image image image