Da Matera una petizione per liberare la cultura dalla SIAE

Petizione SIAE Matera 2019Liberare la cultura dalla Siae. E’ ambizioso ma assolutamente giustificato e giustificabile l’obiettivo con cui il cantastorie Francesco Lomonaco, alias Francesco Da Matera, ha lanciato una petizione sul sito change.org indirizzata a Gino Paoli, in qualità di presidente della Società italiana Autori ed Editori, ma anche al governatore lucano Pittella, al sindaco di Matera De Ruggieri e a Paolo Verri in rappresentanza della fondazione Matera 2019, affinché se ne facciano portavoce istituzionali.

La capitale europea della cultura, sostiene Lomonaco, in rappresentanza del movimento CulturAttiva, merita una convenzione speciale per la musica dal vivo, che la esenti dai balzelli vigenti per piccoli spettacoli itineranti, in piccole piazze o all’interno di spazi con pubblico inferiore alle 200 persone.

Un po’ come accade da qualche anno in Inghilterra, da quando vige la “Live Music Act”, una legge che liberalizza gli eventi di musica dal vivo con meno di 200 spettatori entro le ore 23 e che incentiva le formazioni che si esibiscono “in acustico”. La petizione, in pratica, riparte da quel decreto “Valore Cultura” del ministro Bray, arenatosi con il cambio di rappresentanze al dicastero, e mira ad aiutare la musica a crescere su tutto il territorio nazionale, partendo da Matera, per offrire a migliaia di giovani la possibilità di suonare in pubblico e dal vivo, producendo lavoro, attirando pubblico, incentivando il turismo e alimentando la creatività. Intenti logicamente condivisibili ma che si scontrano con una realtà tutta italiana in cui organizzare eventi dal vivo è sempre più difficile a causa di un groviglio di permessi, licenze e autorizzazioni che lo rende oneroso sia per chi li propone che per chi li ospita.

“Moltiplicando a Matera e in Basilicata l’offerta di spazi per spettacoli dal vivo si diluirebbe quella esacerbata concentrazione di folla attorno ai pochissimi locali in cui si può fare e ascoltare musica anche in ore serali. In Europa – conclude Lomonaco – questa è già materia viva”.