A Potenza, in una mostra l’Ospedale San Carlo dal 1810 al 1870

Potenza - Mostra - San Carlo

POTENZA – Sessanta anni di storia (dal 1810 al 1870), per raccontare le vicende e la vita dell’Ospedale San Carlo di Potenza attraverso documenti, stampe e ricerche d’archivio, esposte nella mostra “Per servire l’umanità languente”, allestita nelle sale del museo provinciale del capoluogo lucano.

Pur partendo dagli inizi dell’Ottocento, la mostra affonda le radici in pieno Medioevo, con un’iscrizione su supporto lapideo (databile intorno al 1180 dopo Cristo) che attesta la presenza a Potenza dell’ospedale San Giovanni Battista, costruito a ridosso della cinta muraria: è l’inizio della storia di quello che poi sarà l’attuale San Carlo, e che passa attraverso il decennio francese (1806-1815), quando fu riorganizzata “in un ospedale civile, ove pure saranno accolti i militari infermi” al posto “del soppresso convento de’ Cappuccini”, secondo quanto scritto in un decreto del 22 ottobre 1810, firmato da Giuseppe Bonaparte e attuato da Gioacchino Murat.

E’ la fondazione del San Carlo, che prosegue con la restaurazione e poi con l’Unità d’Italia: i documenti d’archivio raccontano di infermi e medici, delle loro malattie e dei primi “incartamenti” scientifici in cui i sanitari parlano del colera e delle nuove pratiche per combattere epidemie e patologie attraverso una moderna concezione della farmacologia. Seguendo lo sviluppo urbanistico della città, l’ospedale cambia sede, dal centro storico alle periferie, concetto che muta con il variare della struttura di Potenza, nel quartiere di Santa Maria e poi verso l’area di Macchia Romana, dove negli anni Settanta del secolo scorso viene edificato il polo che oggi ospita i reparti: anche l’architettura del San Carlo si modifica a seconda delle necessità e delle teorie architettoniche, tutte impresse nelle stampe custodite negli archivi. La mostra è stata ideata dall’ex dg del San Carlo, Giampiero Maruggi e dal direttore dell’Archivio di Stato di Potenza, Valeria Verrastro, con la cura scientifica di Angela Castronuovo e l’organizzazione generale dell’addetto stampa della struttura sanitaria, Ugo Maria Tassinari. “E’ emersa una storia – ha scritto Verrastro nell’introduzione del catalogo – comune a tanti ospedali del Mezzogiorno”, contrassegnata “dal faticoso cammino della struttura” che, “a dispetto delle proprie contraddizioni e dello scarso sostegno finanziario, cercava in ogni modo di non fermarsi mai di acquisire sempre più le sembianze di moderno luogo di cura”.