Pasolini 50: è polemica sulle iniziative materane

Pasolini50Più che un Vangelo, questa rischia di diventare un’Odissea. Dal costo che il Comune di Matera ha previsto per gli eventi che intende programmare, infatti, le celebrazioni per il cinquantenario della personale rilettura cinematografica delle vicende bibliche, ambientata da Pier Paolo Pasolini anche tra i rioni Sassi, si presentano piuttosto come qualcosa di epico. Ragionando in termini prettamente filmici: Comune, Soprintendenza, Comitato Matera 2019 e Lucana film commission pensano al kolossal per ricordare una pellicola che di fatto è un anti-kolossal. Perché questi quattrocentocinquantamila euro messi a delibera dalla Giunta comunale di Matera sono più di quanto è costato mezzo secolo fa il film e dovrebbero essere impiegati sostanzialmente per l’allestimento di due mostre e la proiezione della copia restaurata del “Vangelo secondo Matteo” in tutti i 131 comuni della Basilicata, cui si aggiungono iniziative teatral-musicali da realizzare anche col l’apporto di Cei e Curia locale. Di qui il putiferio che si è scatenato prima tra le associazioni culturali materane, chiamate a dare il proprio contributo di idee all’evento ma a poste fatte, poi nella Commissione consiliare Cultura, che ha appreso della delibera solo dopo la pubblicazione, e ancora in rete con un tam-tam di dissenso sui social-network per quello che risulta essere il progetto dal finanziamento più alto negli annali della storia culturale materana. Ieri, in merito, è intervenuto anche il consigliere comunale del Partito Democratico, Angelo Cotugno, ricordando che il fuoco di critiche che si era acceso su questa delibera aveva indotto persino il sindaco a prenderne le distanze, al punto da ritenerne necessaria anche una profonda revisione se non addirittura il ritiro. “Non c’è dubbio che a Pasolini Matera deve molto – scrive Cotugno – e che anche grazie a quel film la città è stata negli anni luogo osservato ed utilizzato dalle produzioni cinematografiche e dai registi. Ma da quel momento – aggiunge – il nome del regista è sulla bocca di tanti intellettuali e pseudo intellettuali di provincia che certamente Pasolini, se fosse tra noi, non amerebbe molto”. Poi Cotugno ricorda che “Il Vangelo secondo Matteo” costituisce solo una componente della ben più complessa e articolata, nonché straordinaria, opera intellettuale dell’autore che in tanti, persino quelli che organizzano eventi sulla sua figura, dovrebbero conoscere. Ecco perché a suo condivisibile avviso “sarebbe più opportuno offrire un servizio culturale alla collettività cercando di approfondire l’intera opera di questo geniale osservatore della realtà. In tal caso si giustificherebbe anche eticamente un investimento di mezzo milione di euro. Per comprendere le cose bisogna avere prima di ogni cosa gli strumenti per farlo e fornire questi strumenti è la vera sfida di chi pretende di fare cultura e invece, come in questo caso, rischia solo di assecondare un’idea di turismo cinematografico. E Pasolini – ricorda ancora Cotugno – ci ha dotati di tutti gli strumenti per comprendere la natura cinica e fallimentare della nostra società”. Occorre insomma ancora capire cosa significa fare cultura, il problema è che ciò accade in una città che si candida a rappresentare la cultura a livello europeo. Dal Comune di Matera, intanto, nessuna comunicazione ufficiale sul destino reale di questa contestata delibera che, stando a quanto ufficiosamente dichiarato telefonicamente dall’assessore alla Cultura, Giordano, dovrebbe in primo luogo essere ritirata e quindi rimodulata nel suo insieme. Nello specifico poi, ricordando anche gli impegni della Regione su tale capitolo ancora però non confermati nell’entità, sull’evento (che all’inizio prevedeva anche altri interventi correlati) ci sarà una significativa riduzione degli importi. Intanto su Pasolini e “Il Vangelo secondo Matteo” proprio oggi si fa sentire Domenico Notarangelo, fondatore di un museo ad-hoc che contiene foto da lui scattate sul set del film, molte delle quali parte di una mostra a tema apprezzata su tutto il territorio nazionale e anche all’estero. La sua associazione, che se ne è occupata fino ad oggi, non ha più la possibilità economica di pagare il fitto del locale privato dei Sassi in è rimasto aperto per circa un anno. “Evidentemente – scrive Notarangelo – ai grandi protagonisti della cultura materana questo non interessa. Loro sono fortemente impegnati a cercare di capire come svolgeranno il programma del cinquantenario pasoliniano, nel quale la nostra associazione non è stata coinvolta, e che prevede un dispendio economico senza precedenti”. Il problema è quello della poca trasparenza e della volontà di coinvolgere, conclude Notarangelo, spiegando che “se non dovesse arrivare una risposta dai diretti interessati, le sue fotogigantografie finiranno negli scantinati a prender polvere, insieme al suo immenso archivio culturale abbandonato da anni, in attesa di una location più volte promessa e che non arriverà mai”.