Matera 2019, al via il progetto unMonastery

Gaia Marcus (Edgeryders)

Gaia Marcus (Edgeryders)

MATERA – Laboratori di progettazione partecipata basati sulla professionalità di diversi saperi e sulla condivisione dei contenuti con la comunità locale. Sono quelli che Matera ospiterà, come città pilota di un ambizioso progetto europeo denominato “unMonastery”, a partire dal prossimo mese di settembre.

L’iniziativa, promossa dal Comitato Matera 2019 nell’ambito delle politiche legate al percorso di candidatura a capitale europea della cultura, è stata presentata oggi, a Matera, da Alberto Cottica e Rossella Tarantino del Comitato Matera 2019 e dagli attivisti della comunità degli Edgeryders, ideatori di “unMonastery”, ad un numero chiuso di rappresentanti dell’universo culturale e associazionistico, oltre che di cittadini, iscrittisi per posta elettronica ad un incontro preliminare, nella Mediateca provinciale, per individuare i temi principali e di interesse generale sui quali si andrà a imperniare, poi, l’attività dei 15 professionisti, scelti da un bando che ne accetterà 50 in tutto, nell’esperienza di laboratorio che, per tre mesi e con un contributo pubblico di massimo 400 euro a testa, si svolgerà nel palazzo del Casale, nel Sasso Barisano.

Sarà in cinquecento metri quadri di quegli spazi che “unMonastery”, riproporrà il clima particolare di collaborazione degli antichi monasteri, come per secoli hanno fatto le comunità monastiche che si sono succedute nei cenobi dell’habitat rupestre e dei Sassi stessi, questa volta però aperti al contributo collettivo finalizzato al bene comune su questioni come l’energia, le risorse idriche, le nuove forme di scambio economico e le calamità. Edgeryders, che come si ha detto ha ideato il progetto, è una comunità internazionale di più di 1.300 membri che dal 2011 affianca il consiglio d’Europa nelle sue politiche giovanili e che collabora al progetto Matera 2019.

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